La perizia di uno psichiatra ha stabilito che il 14enne che uccise il padre 50enne con una coltellata durante un gioco il 3 gennaio scorso a Cervia non era capace di intendere e volere al momento dell’accaduto. La circostanza, che si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino di oggi, avrà inevitabilmente un peso sull’accusa di omicidio volontario pluriaggravato a carico del minorenne: il processo in abbreviato si terrà a luglio, i giudici saranno chiamati a valutare la pericolosità sociale del ragazzino che si trova ancora nella struttura dove è stato portato dopo la tragedia.
Il 14enne soffre da tempo di disturbi psichici ed è seguito da un medico ma non aveva mai manifestato atteggiamenti violenti. Padre e figlio quella sera stavano simulando una lotta e il genitore impugnava una mazza da baseball giocattolo. L’adolescente afferrò un coltello da cucina e colpì l’uomo al petto sotto gli occhi della madre. Erano le 22 passate da poco, la morte arrivò quattro ore dopo in ospedale.



