Il Comune si costituirà parte civile nel processo per l’omicidio di Ilenia Fabbri

La decisione è stata presa «per contribuire a dare forza a una battaglia che deve essere della città a supporto di tutte le vittime di violenza»

Attachment (8)Il Comune di Faenza ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile, assieme all’associazione Sos Donna, nel futuro processo per l’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa il 5 febbraio nella sua abitazione. Al momento gli unici indagati sono l’ex marito e un amico dell’uomo: secondo gli investigatori, il secondo avrebbe compiuto il gesto su incarico del primo in cambio di 20mila euro e un’auto usata. La decisione di costituirsi parte civile è stata assunta nel corso dell’ultima riunione di giunta di Palazzo Manfredi.

«Schierarci al fianco di Ilenia Fabbri, vittima di femminicidio – ha detto l’assessora alle Pari opportunità Milena Barzaglia – contribuirà a dare forza a una battaglia che deve essere della città a supporto di tutte le vittime di violenza, anche con queste azioni dirette. Lo facciamo per Ilenia Fabbri ma anche per diffondere ancor di più la cultura del rispetto e per dimostrare che l’amministrazione è vicina alle vittime. Non solo non minimizziamo la violenza di genere ma siamo pronti a sostenere le vittime davanti ai tribunali».

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Ilenia Fabbri con l’ex marito

L’avvocata incaricata sarà Elena Bianconcini: «La volontà è di far assumere al Comune un ruolo attivo nel procedimento che attualmente è pendente in indagine. L’intento del Comune è di non rimanere un mero osservatore ma di portare la propria voce, chiara e forte, dando conto di una riprovazione di questo tragico episodio che lede i principi e i valori dei quali il Comune si fa promotore. Il reato in sé non lede solo la sfera personale della vittima ma anche la dimensione pubblica e quindi vede come vittima anche la comunità rappresentata dal Comune, quale garante del libero svolgimento della vita personale, della dignità, della famiglia, delle pari opportunità e del quieto vivere in un ambiente dove i singoli e la comunità tutta si debbano sentire protetti».

Sarà la prima volta che l’associazione Sos Donna si costituisce parte civile in un processo penale per un omicidio nei confronti di una donna: «Sin dalla nostra nascita, avvenuta nel 1994, non era mai avvenuto un episodio di sangue nel faentino – ha detto Antonella Oriani, presidente del centro antiviolenza –. Per quel che ci riguarda, la costituzione di parte civile assume una valenza sociale, dove il risarcimento non sarà in termini economici ma anche simbolici».

Dal primo gennaio 112 sono state le donne che si sono rivolte a Sos Donna e Servizio Fenice, 28 provenivano da situazioni prese in carico dall’anno precedente. Nel 2020, le donne accolte furono 199, di queste 16 ospitate nelle case protette.

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