20 – La bella lavanderina…

Museo Arcivescovile RavennaNel Museo Arcivescovile è custodita una splendida statua di porfido. L’uomo raffigurato è stato riconosciuto come un imperatore: egli veste una clamide fermata sulla spalla destra da una fibula gemmata dalla quale scendono pendenti, sul fianco si intravvede una spada chiusa nel fodero. Purtroppo la statua è mutila della testa, dei piedi e della mano sinistra e, fino al 1869, lo era anche della mano destra che, con un vero e proprio colpo di fortuna, fu rinvenuta in quell’anno nel fiume Santerno.
Una lettera inviata da Corrado Ricci a Renato Bartoccini narra l’inaspettato ritrovamento: «Alcune lavandaie, nel 1869, lavavano biancheria nel fiume Santerno, a monte di Imola, quando sotto la trasparente acqua corrente videro un sasso rosso-scuro. Lo raccolsero, lo guardarono e, riconosciuta in esso la forma di una mano, lo portarono al Dott. Giuseppe Scarabelli, Senatore del Regno, il quale viveva a Imola ed era studioso (specialmente paletnologo) e faceva raccolte d’anticaglie. Lo Scarabelli, risovvenendosi che nell’arcivescovado esisteva una statua mutila di porfido, avendo occasione di recarsi a Ravenna, portò seco quella mano, e là, in presenza dell’Arcivescovo Orfei e d’altre persone (canonico Tarlazzi, Odoardo Gardella ecc.) vide, con somma meraviglia, che essa combinava perfettamente con la rottura. Tale notizia narratami dal Gardella e dal conte P. D. Pasolini, mi fu personalmente confermata a Bologna dalla viva voce dello stesso Senatore Scarabelli».

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