41 – Topi, rospi e bisce

Sant'Apollinare In Classe Fine 1800Il carteggio di Corrado Ricci – Ristauri ai monumenti di Ravenna e altro carteggio ravennate e romagnolo – presso la Biblioteca Classense è materiale prezioso per chi voglia conoscere parte della storia dei nostri straordinari monumenti. In una sorta di introduzione a questo carteggio, Ricci descrive la situazione di partenza: «Non credo possibile immaginare in quale stato fossero ridotti i monumenti di Ravenna, quando, nello scorcio del 1897, dal Senatore Giovanni Codronchi fui incaricato di fondare in quella città la Sovrintendenza dei Monumenti. Casaccie aderenti che coprivano parti magnifiche, muri rovinosi, tetti sfondati, vetri mancanti alle finestre, pavimenti rotti, musaici lerci di polvere e di ragnatele, cloache otturate sé che spesso le acque invadevano le chiese, buchi di scavo abbandonati, rottami e immondizie accumulate, animali d’ogni genere! Il sepolcro di Galla Placidia s’allagava normalmente nell’inverno d’ogni anno e qualche volta anche S. Vitale. Il sepolcro di Teodorico era perpetuamente coi piedi nell’acqua per l’altezza di un metro e più. In S. Apollinare in Classe, in S. Maria di Porto Fuori, intorno al sepolcro di Teodorico, dai custodi davasi la caccia ai topi, ai rospi e alle biscie, mentre da coloro ch’erano stati incaricati dei ristauri, si abbattevano, per ignoranza, parti antiche come il protiro, a levante, di S. Vitale, gli stucchi dei lunettoni del Battistero del Duomo, i ruderi del lato estremo, a sud, del nartece di S. Apollinare in Classe».

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