168 – Un sogno

168 Dante RidimensionataIl fortuito ritrovamento delle spoglie mortali di Dante Alighieri alla vigilia delle celebrazioni dantesche aveva suscitato grandi entusiasmi e dato nuova energia ai festeggiamenti. L’8 giugno 1865, dunque pochi giorni dopo «l’avventurata scoperta delle Ossa di Dante», “Il Ravennate”, giornale politico delle Romagne, riportava la notizia che il sindaco Gioacchino Rasponi si era recato a Firenze «per pregare Vittorio Emanuele a voler onorare di sua presenza l’anniversario Centenario della nascita di Dante».
In Comune, inoltre, si era appena deliberato che s’invitasse Giuseppe Garibaldi e l’attesa di una loro risposta favorevole aveva creato grandi aspettative.
«Ognuno si sentì l’animo commosso da indescrivibile speranza» scriveva l’anonimo redattore prima di perdersi in fantastiche visioni: «Mi apparve allora un’immenso corteggio, con sfolgoranti bandiere, che si avviava festoso verso la tomba del Divino Poeta: Vittorio camminava primiero, Garibaldi secondo: giunti vicino al sepolcro, non più le ossa di Dante […] ma Dante vivo, e raggiante di una luce che abbagliava, io viddi vicino all’urna marmorea, nell’attitudine stessa, figurata dalla Statua del Pazzi nella piazza di S. Croce […]. Il Poeta allora sfolgorante di una gioja celeste, posava ambo le mani sul capo scoperto d’entrambi […]. Nell’estasi generale la figura del Poeta, placidamente disparve, e sulla soglia restarono giganti Vittorio e Garibaldi: uno scoppio d’applausi […] onde io mi scossi e viddi… ahi nulla viddi! Fu sogno!».

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