domenica
01 Marzo 2026
Rubrica Il Bombolone

Bravi i tinteggiatori volontari. Ma…

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Sia chiaro: il volontariato è sempre da ammirare. Chi è disposto a fare qualcosa avendone in cambio solo la soddisfazione di averlo fatto è un eroe in tempi di egoismo e di crisi. E così il nostro plauso va a tutti quelli che in questi giorni prenderanno in mano un pennello per tinteggiare le pareti del liceo scientifico, ultimo di una lunga serie di casi simili. Ma la riflessione sorge spontanea sul volontariato in generale. La tinteggiatura è un lavoro che spetterebbe all’ente pubblico. Uno di quei lavori per cui paghiamo le tasse. Uno di quei lavori per cui non ci sono mai le risorse da spendere e quindi, senza volontari, la scuola resterebbe semplicemente così com’è. E però sarebbe piuttosto avvilente se il gesto di volontariato diventasse norma o se venisse l’unica possibilità. Ci sarà sempre qualcuno pronto a fare gratis ciò che per qualcun altro è un lavoro con cui campare? Ed è giusto contare su quei volontari? In questo caso è la tinteggiatura di una scuola, una miglioria di un servizio pubblico senza scopi di lucro. Ma se il volontariato diventasse la furbata per le imprese per ridurre i costi e aumentare i profitti?

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