Noi nemmeno c’eravamo ieri alla conferenza stampa di Komikazen dove è scoppiata la polemica tra gli organizzatori e l’amministrazione sui finanziamenti, quindi magari dovremmo tacere. Però, senza dare torti o ragioni, l’argomento ci pare davvero interessante. Come si finanzia la cultura? Che ruolo deve avere il pubblico? Senza scomodare la candidatura a capitale per il 2019, Ravenna da tempo si fregia di non aver tagliato i fondi alla cultura anche se poi scopriamo, proprio dal dossier di candidatura, che ahinoi non è proprio vero. Ora, come si fa a crescere se non crescono i fondi? Fino a quando possiamo contare sullo spirito di abnegazione di chi per passione organizza, produce, rende possibili momenti di cui tutti possiamo fruire e di cui il Comune può peraltro andare fiero? O possiamo davvero sperare su illuminati mecenati, ossia sponsor, pronti a investire su progetti magari un po’ sperimentali senza esservi in qualche modo invitati dall’ente pubblico? E ci sono fondi per tutti? E se non ci sono, come si decide e si sceglie per chi ci sono? Sulla base della radicalità dell’idea? O sulla popolarità? Ecco. Si accettano risposte, anche a una sola di queste domande. Noi davvero abbiamo poche certezze.
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