lunedì
02 Marzo 2026
Rubrica Il Bombolone

E ora il Vescovo reciti il mea culpa

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Il silenzio non si addice allo sconcerto dei cattolici ravennati. Dopo il parroco di San Biagio, quello di Punta Marina, quello di San Romualdo, e il caso clamoroso di Don Desio a Casalborsetti – già messo alla berlina per le sbronze e l’uso spregiudicato di auto di lusso e ora in manette per abuso sessuale su minori – il silenzio del Vescovo sul disdicevole comportamento dei suoi sacerdoti è diventato assordante.
A questo proposito c’è chi ha criticato sdegnosamente i nostri articoli e servizi (sempre documentati, testimoniati e verificati) pubblicati negli ultimi mesi su R&D settimanale e sul web. L’accusa sarebbe quella di essere faziosi, di fare pettegolezzi sulla Chiesa ravennate, di avere un atteggiamento pregiudiziale contro la Curia e i suoi pastori. Noi abbiamo risposto che chi predica bene ma razzola male, prima di tutto, deve rendere conto alla comunità dei suoi fedeli, e poi all’intera cittadinanza, visto che pretende di divulgare il verbo del Vangelo, fare del buon proselitismo ed educare in modi edificanti.
Per coerenza, viste le imbarazzanti circostanze, sarebbe ora che il Vescovo di Ravenna, a capo del suo gregge, si pronunciasse, o almeno recitasse un «mea culpa».

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