La scultura di Burri? Vendiamola

Abbiamo una folgorante idea: visto che il ravennate medio sui social network si è scagliato contro l’ipotesi di un eventuale trasferimento delle “mani” di Burri in piazza Kennedy (o verso qualsiasi altra destinazione), preferendo continuare a lasciarle nell’indifferenza (quando non il degrado) al Pala De André (come poi se le sculture realizzate appositamente per un determinato luogo, nella storia dell’arte, siano sempre rimaste in quello stesso luogo, quando invece è accaduto tutt’altro, per fortuna); visto che è solo «un ferro vecchio» (per usare una delle tante espressioni colorite lette in queste ore), perché allora non venderlo, il Grande Ferro R di Alberto Burri? I ravennati ignoranti (senza offesa) si meraviglieranno a scoprire che “quell’obbrobrio” (citiamo sempre dai social) valeva in realtà svariati milioni di euro, con cui finalmente il Comune potrà chiudere tutte le buche delle nostre strade e rifare i meravigliosi marciapiedi ravennati. Ma soprattutto, faremo in modo finalmente che l’ultima opera di uno dei più grandi artisti del Novecento venga finalmente rispettata e valorizzata. Lontano da Ravenna.

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