lunedì
02 Marzo 2026
Rubrica Il Bombolone

La verità a oggi

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Che la sentenza di colpevolezza per Vasco Errani abbia sconvolto il Pd cittadino dalla base ai vertici è cosa umanamente comprensibile. Qui tantissimi lo conoscono, nessuno se lo aspettava. Sono pronti a scommettere che i giudici si sono sbagliati. E però nessuno lo dice. La formula standard è più o meno: «Non commento la sentenza, ma so che Errani è onesto» e/o «aspetteremo la Cassazione per dimostrarlo». Su Facebook è un fiorire di «Io sto con Vasco». Ecco, tutto lecito, per carità. Però parliamone. Ovviamente esiste un terzo grado di giudizio che potrebbe ribaltare la sentenza. Tuttavia per il nostro stato democratico che tanto il Pd dice di amare a oggi la verità è questa: Errani è colpevole (non perché lo dica un giornalista, un avversario politico, un grillino a caso. Lo dicono alcuni giudici che sono uomini e in quanto tali imperfetti e fallibili però il loro parere non vale quanto e come quello di un amico, compagno di partito o nemmeno parlamentare). Ergo, le dimissioni di Errani sono state un atto di coerenza politica minima dopo quanto detto e predicato dal Pd negli ultimi anni. Meno comprensibile è la richiesta di revocarle del Pd nazionale. A meno che, appunto, non si pensi che i giudici si sono sbagliati. Allora però perché non dirlo chiaro e tondo? Forse perché si correrebbe il rischio di essere scambiati per qualcun altro. Quello con cui peraltro il Pd sta riformando il Senato.

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