Il ritorno dei Clever Square e quell’effetto nostalgia

Clever Square 250x250Difficile descrivere un disco come questo senza farsi condizionare dall’effetto nostalgia, per chi, come me, è cresciuto con l’indie-rock americano degli anni novanta e il poster dei Pavement sopra il letto. E i Clever Square, da Ravenna, lo sono sempre stati un po’ i Pavement “de noàntri”, senza per questo voler sminuire la creatività artistica di una delle tante band minori della nostra Penisola che avrebbe meritato più visibilità. E forse anche per questo, nel 2015, poco dopo la pubblicazione del secondo album, i Clever Square si sciolgono.

È arrivato così a sorpresa, pochi mesi fa, l’annuncio di un nuovo album, uscito il 24 maggio per Bronson Recordings, omonimo, con in copertina il titolare del progetto, il chitarrista e cantante ravennate Giacomo D’Attorre – da qualche anno di stanza a Bologna – accompagnato a questo giro alla chitarra da Francesco Lima, diventato (si legge) parte integrante della band, e alla batteria da Andrea Napolitano, con la produzione del bassista (anche degli Any Other, di cui compare nell’album anche la cantante Adele Nigro a voce e sax) Marco Giudici.

Arrivando al disco, facendola breve, da innamorarsene (considerando sempre la premessa in apertura). Resta il rock melodico e sghembo figlio dei Pavement (l’attacco di “Endless Herman” pare quasi una citazione) ma ognuno ci potrà trovare il proprio gruppo preferito. Dalle chitarre Built to Spill di “Cringe” al finale Yuppie Flu di “He cried, She Decried”, passando per i Sebadoh, i Dinosaur Jr. o i contemporanei Car Seat Headrest, fino al piccolo capolavoro di “Fast food lovers” che chiude l’album in stile, forse, semplicemente Clever Square.

Un album rispetto al passato più tendente al folk, cantautorale, rilassato (menzione d’onore anche alla ballad al pianoforte sporcata qua e là da piccole distorsioni, di “To Spoon-Feed You”). E anche per qesto decisamente più maturo e completo.

DECO – PIADINA LORIANA LEAD HOME E CULT SPETTACOLI 01 01 – 31 12 20