La cisterna: distopia atroce e allucinata

La CisternaLa letteratura intercetta da sempre le ansie della società. In alcuni casi prova a esorcizzarle, creando storie che si chiudono in positivo, in altri prende atto dell’ineluttabilità della situazione e ne immagina proiezioni catastrofiche. Si arriva così alle distopie, lato oscuro dell’utopia, con l’invenzione di mondi nei quali si sono avverate le previsioni più cupe; sfiorando l’apocalisse. La cisterna, nuovo romanzo di Nicola Lombardi, offre un’agghiacciante declinazione dei romanzi distopici, immaginando dove possa arrivare la disgregazione della società (Dunwich Edizioni, cartaceo 9,90 euro; ebook  0,99 euro). L’incipit è simile a molti classici del genere: in Italia si è insediato il Nuovo Ordine Morale, una dittatura militare che usa l’epurazione e lo sterminio come soluzione di ogni problema. Qualsiasi reato, anche ideologico, è punito nelle “cisterne”: silos di cemento e acciaio, al centro di Campi rigidamente controllati, dentro ai quali sono scaricati, ancora vivi ma destinati a morire atrocemente, i nemici del sistema. «Una distesa, un ammasso di uomini, un brulicare di corpi, supini, o inginocchiati, o riversi bocconi, o raccolti su loro stessi come grassi vermi verdi e grigi, come feti esili e cenciosi. Un muto ribollire di forme, di ombre, di arti scomposti, il tutto calato in una dimensione quasi fosforescente, corrotta nella verdastra luminosità muffosa che si sprigiona dalla putrefazione». All’inizio dell’anno il generale Aurelio Stevanich nomina, dopo una severa selezione, il nuovo custode, che per un anno dovrà seguire l’eliminazione dei colpevoli: Giovanni Corte. Il romanzo segue la discesa all’inferno di questo giovane pieno di speranze, che deve lottare con gli incubi e i dubbi che il suo status di controllore imprigionato gli fanno scattare. Lombardi amplifica alcuni temi della letteratura horror dopo averli spostati, appunto, in una specie di fantascienza allucinata: la claustrofobia moltiplicata dal buio; l’evocazione della sofferenza più atroce, senza utilizzare mai la scorciatoia dello splatter. E soprattutto la descrizione impeccabile dei meccanismi mentali di Giovanni, che sa di essere sull’orlo dell’abisso e che deve resistere per portare a compimento il proprio incarico. Cosa che farà in un crescendo di consapevolezza. Nicola Lombardi regala un’altra opera dove, nell’apparente immobilità degli eventi, a ogni pagina fa scattare dosi di adrenalina e paura, mostrando a quali orrori possa portare (e abbia portato) l’uso totalitario del potere. Una lettura che non fa dormire, quindi… imperdibile.

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