Con “La danza dei veleni”, l’atteso ritorno di Patrizia Rinaldi

Rinaldi Danza Dei VeleniCinque anni. Patrizia Rinaldi ha fatto aspettare cinque anni prima di riconsegnare la poliziotta ipovedente Blanca Occhiuzzi ai lettori. Ma valeva la pena aspettare e ritrovarsi ne La danza dei veleni – Il ritorno di Blanca (edizioni e/o).

C’è una traccia principale che parla del traffico di animali esotici, gestito dalla camorra e da altri delinquenti di “bassa macelleria”. C’è il sospetto di un serial killer che uccide usando ragni velenosi. C’è, addirittura, il tentativo di un uomo di affrancarsi dalla malavita. E tutto si complica perché gli uomini del commissariato di Pozzuoli, e altri poliziotti di una Napoli senza retorica, sono in confusione; travolti, come succede davvero, dalle proprie vite. Molto incasinate. Ognuno pare andare da solo, senza guida. Con la protagonista più irrequieta di tutti.

Patrizia Rinaldi sa gestire con precisione la trama poliziesca e dà quindi una soluzione a tutti i misteri, spiazzando con sapienza il lettore, cui ha fornito anche indizi importanti.
La danza dei veleni non è però tutto qui. Come nei precedenti romanzi con gli stessi personaggi (Blanca, Tre, numero perfetto e Rosso caldo) la struttura “delitto-indagine-scoperta del colpevole” regge perché i personaggi hanno una perfetta credibilità, soprattutto nel loro affrontare le passioni, il dolore, la speranza.
In questo caso il sentimento profondo che Rinaldi sa far sentire sulla pelle è l’amicizia; soprattutto quando viene tradita e diventa amara, appunto come il veleno. «[…] il tradimento amoroso va come va, che ci sia – scrive Rinaldi – è più facile che non il contrario. Ma in amicizia no, l’inganno degli amici è insopportabile. Morde bene, strappa carni e convinzioni».

La scrittrice non dimentica di raccontare l’amore; quello che Blanca soffre, e quello che prende per mano la figlioccia Ninì; senza dimenticare quello per gli animali.
E se la storia fila senza perdere un colpo e con la capacità di avvincere qualsiasi lettore “di gialli”, Patrizia Rinaldi continua a lavorare su una scrittura che è musica e battiti di cuore; leggera e ricercata insieme; che richiama i grandi autori italiani della seconda metà del Novecento, a partire da Italo Calvino.
Non c’è che da aspettare il ritorno di Blanca.

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