Lo sguardo di Carlotto a questi tempi senza orizzonti

CarlottoLadro per necessità e non di professione, quindi senza entusiasmo, Adelmo aspetta il silenzio della notte seduto su una panchina, quasi fosse la visualizzazione della celebre poesia di Jacques Prévert (“La disperazione è seduta su una panchina”, appunto). Sul fondo si sta addormentando una Rimini semi deserta, quella autunnale, delle spiagge ormai vuote e degli hotel chiusi. Ma ecco, una finestra invece aperta, facile da raggiungere: Adelmo può tentare un colpo. Nel buio incontra però Lise, una ex croupier, tedesca, che si è ritirata in pensione in quella ricca palazzina. Quasi lo aspettasse. Questo l’incipit di Il mondo non mi deve nulla (edizione e/o, 9,50 euro), romanzo breve con cui Massimo Carlotto fa conoscere un’altra declinazione del proprio scrivere. Sullo sfondo della crisi economica, che ha spinto Adelmo a traghettare nel mondo dell’illegalità e che ha colpito anche la ricca e ancora affascinante Lise, Carlotto parla di amore e delusioni, dei silenzi all’interno di una famiglia, di piccole vendette, sempre rispettando i propri parametri. Da un lato la struttura impeccabilmente noir, che porta a un finale in sintonia e “sabotatore” (come la collana che l’autore cura per e/o, Sabot/Age); dall’altro lo sguardo alla nostra società e a questi tempi senza orizzonte. Adelmo e Lisa così “danzano” attorno alle proprie contraddizioni, così diversi e insieme tanto simili. E Lise, alla quale «il mondo non deve niente», può dire ferocemente ad Adelmo: «Tu non sei un uomo da fiori, profumi e vestiti. Rassegnati. Tu sei da cioccolatini». Un insulto esplicito, che l’uomo non capisce fino in fondo; e che in realtà neppure merita. Poi danzano davvero, perché, come Adelmo finisce per confessare, «A me piace ballare. Altroché se mi piace». La scrittura di Massimo Carlotto è come sempre cristallina, asciutta ed efficace; vengono in mente i migliori romanzi di Jean-Patrick Manchette, da Posizione di tiro al capolavoro Fatale. Come si fa a non leggerlo? È poi arrivato in questi giorni in libreria un altro piccolo gioiello, che Carlotto ha realizzato insieme all’illustratore Alessandro Sanna, La via del pepe. Finta fiaba africana per europei benpensanti (sempre edizioni e/o – 9,50 euro). Opera poetica e attualissima sul dramma dei migliaia di migranti alla deriva nel Mediterraneo a causa della fame e delle guerre. Imperdibile.
* direttore del festival GialloLuna NeroNotte

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