Il circolo culturale che fa discutere Ravenna

È brutto invecchiare perché si abbassa il livello di sopportazione.
Mettici che poi non riescono a dormire, i vecchi si incazzano parecchio. E anche i meno vecchi possono prenderla male, diciamolo.
Ecco che se poi queste persone non riescono a dormire per colpa di un locale e dei suoi avventori nasce una notizia in cui i giornali (giustamente) sguazzano. Perché sono quelle notizie che toccano la pancia un po’ di tutti e su cui tutti si sentono in dovere di dire qualcosa, senza mezze misure.

I giovani e acculturati gridano allo scandalo perché si sta mettendo il bavaglio alla cultura, perché Ravenna non è una città per giovani, perché il sindaco non fa nulla, perché ci avete preso in giro con quella storiella della Capitale europea della Cultura, eccetera eccetera.
Gli altri, quelli che se ne fregano di concerti e iniziative culturali e vanno ai centri commerciali (secondo la visione di quegli altri, che invece ai centri commerciali non ci vanno, anche se io li ho visti che ci vanno) semplicemente pensano, poveri residenti, io non ce la farei mai a vivere con tutto quel casino sotto casa.

Ragionamenti semplici, che portano a conclusioni semplici, in entrambi i casi. Chiaro che io, Moldenke, sto con i primi, tanto che mi pare una volta di aver invitato i residenti del centro storico ad andare a vivere in campagna o a Porto Corsini, per esempio, se vogliono stare tranquilli la sera. Però, ecco, come dicevo all’inizio, invecchiare è brutto e ti fa abbassare il livello di sopportazione.
E incredibilmente oggi faccio fatica anche a sopportare tutto questo vittimismo. E penso, va bene, sei un circolo carino, ma se fai dj-set indie-rock-electro-pop con Sirol (o chi per lui) dalle dieci di sera fino all’una in un circolo vecchio cent’anni senza un adeguato impianto di insonorizzazione (almeno così pare) che sorge in un quartiere da sempre residenziale, ecco, un po’ te la cerchi e forse non dovresti neanche tanto straparlare di cultura.
Forse dovresti semplicemente cercarti un locale o un club già predisposto in un’altra zona della città. Oppure dovresti limitarti a fare concerti di caratura internazionale alle nove di sera (bravi), proiettare film d’essai in lingua originale (bravi), laboratori per bambini (bravi), fare al massimo aperitivi con dj-set ricercati a tema in sottofondo, come un vero circolo culturale quale in fondo sei. E in quel caso che si fottano i residenti.
Sono sfumature, me ne rendo conto, ma spesso le sfumature fanno la differenza. E si evita per una volta di banalizzare qualsiasi ragionamento.

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