Siamo finalmente capitale italiana del Mare, un sogno che tutti noi ravennati avevamo nel cassetto, un titolo che ci risarcisce, sette anni dopo, per la delusione della Capitale Europea della Cultura del 2019 (per fortuna Matera non ha il mare così vicino come lo abbiamo noi…).
D’altronde, abbiamo molti meriti. Soprattutto agli occhi del Governo, che non poteva esimersi dallo sceglierci. Per esempio:
– Continuiamo ad accogliere navi di Ong e a occuparci degli sbarchi dei migranti, facendo passare agli occhi dei cittadini razzisti che la colpa è del Comune e non del Governo Meloni che non è riuscito a bloccare gli sbarchi con i blocchi navali come promesso in campagna elettorale;
– siamo tutti contro la direttiva Bolkestein, e contro l’Europa, naturalmente, proprio come diceva una volta Salvini, perché guai a chi ci tocca i bagnini, piuttosto che mettere le concessioni balneari all’asta siamo pronti a votare anche la Lega, anche qui nella rossa Ravenna;
– abbiamo un rigassificatore che fa bella mostra di sé in mezzo la mare, ci siamo fatti carico dei problemi dell’Italia (ci è stato detto) senza chiedere praticamente niente in cambio (speriamo solo che non rientri – come invece pare – tra gli obiettivi sensibili dei terroristi incazzati per la guerra…);
– e ora che abbiamo il rigassificatore, possiamo anche sperimentare finalmente lo stoccaggio della Co2 in fondo al mare, soprattutto ora che ne siamo diventati Capitale italiana, fregandocene dei rischi;
– abbiamo appena investito svariate milionate di euro per realizzare un terminal crociere, così da attirare in Italia i turisti americani che non voleva più Venezia e che non potranno più andare in vacanza a Dubai.
– E poi, oh, abbiamo spiagge che il mondo ci invidia, altrimenti che capitale saremmo. No?



