E chi l’avrebbe mai detto, che Ravenna fosse così piena di critici d’arte? Tutti esperti di mosaico, in particolare, e di “street art”. Basta aprire i social, per capirlo.
In realtà, se tutti quelli che hanno gridato allo scandalo per lo smantellamento dell’opera di Montalbini da Porta Adriana andassero anche solo una volta all’anno al Mar, il nostro museo cittadino probabilmente non avrebbe più bisogno di finanziamenti pubblici.
Il mosaico di Montalbini a Porta Adriana che la Soprintendenza ha voluto togliere di mezzo, comunque, ha avuto diversi effetti positivi. Per esempio:
– ci ha permesso di leggere un esilarante comunicato del consigliere Esposito di Fratelli d’Italia, scandalizzato per l’utilizzo del termine “Mostresse” nella targa esplicativa;
– ci ha portato in una realtà parallela in cui Alberto Ancarani di Forza Italia chiede l’intervento dei parlamentari e a esaudire i suoi desideri è una parlamentare, ma del Pd, Ouidad Bakkali. A sua volta Ancarani chiederà poi al Comune di ricorrere al Tar come suggerito sui social poche ore prima dall’avvocato di sinistra Andrea Maestri, gran bel cortocircuito;
– ci ha permesso di leggere commenti autorevoli sui social del tipo: «Nell’arredamento il “mix and match” antico e moderno funziona da tempo ormai se fatto con occhi e mani esperte. Davvero non si poteva trovare il modo di far dialogare l’installazione con la porta ravennate?»;
– ma soprattutto ci ha ricordato l’esistenza della Soprintendenza, che grida al dolore per il paesaggio modificato di Porta Adriana, ma ha lasciato demolire senza proferire parola le due torri Hamon;
– ma soprattutto, ancora, grazie alla Soprintendenza abbiamo scoperto che Porta Adriana è un monumento intoccabile di Ravenna, meraviglioso, da tutelare, per cui i turisti fanno la fila. Forse non ve ne eravate mai accorti…
[articolo satirico]

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