Il presidente dallo stipendio dimezzato

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Gianni Grandu e il sindaco Massimo Medri

Alla fine probabilmente non è neppure una notizia, però è stato tutto molto divertente, per chi si è preso la briga di seguire la vicenda.

A Cervia, con una delibera, il consiglio comunale ha nominato i suoi nuovi presidente e vice presidente, con 15 voti favorevoli e 2 astenuti, nessun contrario. Come da accordi, il nuovo presidente è Gianni Grandu, ex assessore, candidato a sindaco alle ultime primarie, sconfitto per una manciata di voti da quello che è diventato sindaco veramente. Escluso però dalla lista dei nuovi assessori, ha vinto la poltrona da presidente del consiglio comunale, a cui a Cervia da fine anni novanta corrisponde un’indennità mensile di 690 euro lordi, dimezzata per scelta dello stesso consiglio rispetto a quella fissata invece per legge da un decreto del 2000, citato esplicitamente nella delibera appena approvata («[…] dato atto che al presidente del consiglio comunale compete un’indennità mensile di funzione nella misura prevista dal DM 119/2000 […]»), che quindi a rigor di logica ha attribuito quindi a Grandu un indennità mensile di 1380,49 euro, pari a quella che percepiva da assessore, guarda caso.

Sui social sono quindi iniziate le prime polemiche, sfociate poi sui giornali con le accuse di aver raddoppiato lo stipendio del presidente da parte di Lega e pure di parte della maggioranza che in pratica non si erano accorti che c’era scritto nella delibera che hanno votato (commovente in questo senso Alain Conte della coalizione di centrosinistra che dice in un comunicato che era la sua prima delibera e che quindi era inesperto ed emozionato e che quindi chiede scusa perché lui non è d’accordo e non avrebbe votato a favore, invitando perfino a dare quei soldi in più alle famiglie con bambini autistici).

Il tutto per arrivare a un comunicato surreale della giunta in cui si dice, testualmente, che la delibera «non contiene alcuna decisione in merito all’indennità», ma è stata scritta così solo per adempiere agli obblighi formali di nominare un presidente del consiglio. Poi per l’indennità, magari, chissà, se ne parlerà più avanti, par di capire. Per fortuna che nel frattempo Grandu era già intervenuto per dire, “d’accordo, tagliatemi lo stipendio”. E così la giunta ha potuto «prendere atto della disponibilità» e lo stipendio verrà dimezzato, alla fine.

Tutto-molto-bello.

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