A Lugo il teatro resta chiuso E se fosse una scelta politica?

Teatro Rossini«La stagione 2020-2021 salta», così dichiarava pochi giorni fa Domenico Randi, vice presidente della Fondazione Rossini, riguardo alle attività del teatro di Lugo.
La colpa non è, però, da imputare al perfido virus che serpeggia oggi nel mondo, bensì è da ascrivere ai lavori di adeguamento alle norme antisismiche che sono stati varati nella primavera del 2019.

A quanto pare si è scoperto in corso d’opera che questi lavori necessari (e già compiuti) non erano le uniche opere inderogabili per la manutenzione di un immobile che dalla sua riapertura, più di trent’anni fa, ha avuto ben poche attenzioni dalle amministrazioni che nel tempo si sono succedute, nonostante le avvisaglie e gli allarmi lanciati.

C’è da esserne sconfortati. Salterà un’altra stagione e non ci sono, al momento, grandi prospettive per una riapertura. Non stupirebbe se chi festeggiasse la nuova rinascita del teatro lughese fosse il successore del sindaco attuale. Che si sia scoperchiato un vaso di Pandora è un timore che, giorno dopo giorno, appare più reale.

Un teatro chiuso, però, al netto della situazione mondiale attuale, non può e non deve essere un freno alla cultura. A Lugo, invece, tutto s’è fermato. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che c’è Ravenna Festival: è vero, qualche serata interessante, ma non certo gli eventi più succulenti. Ci sono molte realtà locali che stanno promuovendo cultura, vero anche questo, ma non possono essere minimamente paragonati alle stagioni del Rossini.

Il timore è che sia cambiata l’aria. Che dal “Purtimiro” a tutti i costi, in Rocca si sia passati all’ormai noto “con la cultura non si mangia”. Tagli, distrazioni, progetti disattesi (si parlava di un auditorium…). «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca»: il sentore è che sia una questione puramente politica. Stupisce non poco come l’amministrazione si stia avviando su una linea completamente differente rispetto a quella del quinquennio precedente: il discorso culturale, infatti, pare scomparso dalle bocche di chi pochi anni fa rimbeccava con risentimento qualsiasi critica in questo campo.

Recuperare il teatro è un bisogno primario di Lugo, perché è solo in questo luogo che è possibile godere appieno della Cultura. Senza se e senza ma.

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