Vorrei iniziare con un paio di elenchi. 1) Acido L-ascorbico, bentonite, bicarbonato di potassio, bisolfito di ammonio, carboximetilcellulosa, chitina-glucano, loridrato di tiamina, fosfato diammonico, cremor di tartaro, polivinilpolipirrolidone, solfato di ammonio, metabisolfito di potassio, chitosani, colla di pesce, citrato di rame. 2) Quantità minime di solforosa. Il primo elenco si riferisce ad ALCUNI degli additivi chimici ammessi dalla legge nei vini italiani. Il secondo si riferisce invece a cosa va a finire dentro ai vini artigianali/naturali, oltre all’uva. E niente, mi sembrava carino farvelo sapere.
Ma basta paternostrare e veniamo al protagonista di oggi, che arriva da Vittorio Veneto, si chiama Costadilà Rosso ed è nato nel 2021. Un vino divertente che con i suoi 10 gradi e mezzo fa quasi tenerezza e non vorresti neanche aprirlo ma come si fa? Il vitigno è refosco, che l’azienda agricola Costadilà ricava da diversi piccoli vigneti di alta collina che coltiva e che concorrono a circondarla di un lieve alone di mistero. In buona sostanza siamo in presenza di una boccia alla vecchia, irrequieta e sgraziata ma da beva sincera. Rosso da osteria, insomma, senza alchimie e pippe varie, in cui un naso bello ampio va a braccetto con un palato fresco e succoso.



