Quando mi sono svegliato ieri mattina ho trovato ad aspettarmi ai piedi del letto la voglia di un bianco campano. Allora mi sono procurato il Bohemian Grapesody Campania Bianco 2024 di Legàmi Wine, che non è un vino ma un esperimento sociale riuscito. Prendi l’80% di malvasia, aggiungi un 20% di falanghina, mescola senza troppi complessi e poi guarda cosa succede quando nessuno filtra, nessuno corregge e nessuno chiede il permesso. Per presentarsi sfoggia un colore che dovremmo chiamare giallo dorato intenso, ma che nella vita reale è più un “ehi, ho fatto macerazione sulle bucce e non mi pento di nulla”.
Al naso è un conciliabolo tra frutta, fiori e una leggera anarchia. Parte con la malvasia che fa la sciantosa – profumi aromatici, quasi da aperitivo elegante – poi arriva la falanghina, che butta sul tavolo acidità, freschezza e un certo piglio da aplomb britannico. Intorno, note un po’ selvatiche, un po’ “cantina vissuta”, perché qui non c’è maquillage, solo uva e idee abbastanza chiare. In bocca è la vera sorpresa, con struttura da rosso ma freschezza a sapidità a gogo.



