L’incredibile storia di Alessandro Cortini da Forlì

Tra i due italiani presenti nel cast dei big del Primavera Sound  di Barcellona – probabilmente al momento il più importante festival musicale al mondo, in programma dall’1 al 5 giugno – ci sarà anche un certo Alessandro Cortini. Qui mi limito a raccontare la sua storia, che i più attenti conoscono già, ma che fa un certo effetto scoprire essere nata a Forlì, dove Cortini – da pochi giorni quarantenne – è cresciuto, prima di abbandonare l’Italia per studiare chitarra negli Stati Uniti a fine anni novanta.
Si trasferisce in particolare a Los Angeles per diplomarsi al Musician Institute di Hollywood e dopo qualche anno di insegnamento inizia ad applicarsi a tastiere e sintetizzatori fino alla svolta della sua carriera, e probabilmente della sua vita, nel 2005, quando grazie a una banale audizione entra a far parte dei Nine Inch Nails del (tra le altre cose) premio Oscar Trent Reznor, tra i gruppi industrial più importanti di sempre, di cui è ancora tra i membri fondamentali (anche come autore), dopo una pausa di qualche anno in cui ha dato vita a diversi progetti solisti oltre che aver partecipato a un album di Jovanotti, essere andato in tour con i Muse, aver registrato con Christina Aguilera e aver collaborato con il cantante dei Tool. Tutto piuttosto bizzarro, per quanto clamoroso. L’anno scorso ha pubblicato il suo ultimo disco solista con il suo nome e cognome in copertina, “Risveglio”, per l’etichetta di culto Hospital Productions di Dominick Fernow, aka Prurient. Un disco di un elettronica sperimentale (ma digeribile) e malata, che può ricordare in alcuni passaggi le ambientazioni di John Carpenter, caratterizzato da tastiere e drum machine che creano un alone di inquietudine sopra tutto. Un disco bello, da recuperare, anche solo per rendere omaggio a questo forlivese illustre, con una storia alle spalle poco conosciuta sicuramente tra i suoi concittadini.
Post scriptum. Ad aggiungere stupore alla sua storia, il fatto che Cortini abbia compiuto 40 anni lo scorso 24 maggio, lo stesso giorno in cui ne ha festeggiati invece 75 Robert Allen Zimmerman, da Duluth. A proposito: impossibile raccontarlo, men che meno anche solo descrivere la sua musica su queste colonne; una volta tanto, però, un anniversario felice da ricordare. Diciamolo tutti in coro: tanti auguri Bob Dylan!

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