Dopo 28 anni la terza inchiesta sulla morte di Bergamini, ex calciatore del Russi

Finora caso archiviato come suicidio ma l’ipotesi presenta punti oscuri. Oggi la procura di Castrovillari ha indagato la fidanzata di allora e il camionista che non avrebbe potuto evitare di travolgerlo vicino a Cosenza: l’ipotesi è che il giovane fosse stato ucciso prima e poi investito per un depistaggio

La procura di Castrovillari (Cosenza) ha aperto una nuova inchiesta, la terza dopo le due già archiviate, sulla morte di Denis Bergamini avvenuta il 18 novembre 1989 a Cosenza dove il calciatore ferrarese allora 27enne giocava in serie B dopo l’acquisto dal Russi. Bergamini fu trovato morto steso sulla statale Jonica 106 al chilometro 401, vicino a Cosenza. La ricostruzione emersa basandosi sulle testimonianze della fidanzata di allora, Isabella Internò, e di un camionista, Raffaele Pisano, archiviò il caso come suicidio: al termine di un litigio con la ragazza in auto in una piazzola il giovane sarebbe sceso e si sarebbe gettato sotto un camion in transito. Ma l’ipotesi di suicidio non ha mai convinto del tutto (già l’autopsia del ’90 lasciava perplessità), con la famiglia che per tutti questi anni ha chiesto ad alta voce giustizia. Ora la procura procederà con la riesumazione del cadavere per approfondire con le tecniche di cui oggi si dispone tutti i possibili aspetti. Internò e Pisano sono ora indagati per omicidio, con l’aggravante della premeditazione: a loro sono state notificate due informazioni di garanzia. La riesumazione dei resti di Bergamini verrà effettuata il prossimo 2 maggio, in provincia di Ferrara.

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