La Reale invasa dai conigli: segnalazioni dagli automobilisti, animalisti in allerta

Chi viaggia sulla strada che collega Ravenna a Camerlona li nota sul ciglio della strada, i residenti e lavoratori della zona fanno i conti con tane in giardino e piante danneggiate nei campi. Colonia cresciuta da una coppia regalata a una bambina?

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Foto repertorio

Gli automobilisti di passaggio lo chiedono spesso al benzinaio: «Vorrebbero sapere da dove vengono tutti quei conigli che vedono sul ciglio della strada, li vedo anche io ma non ne ho idea come arrivino lì». Stanno a lato di via Reale, per un tratto di qualche centinaio di metri tra Ravenna e Camerlona all’altezza dello stabilimento Italfrutta. Stanno lì tra l’erba a una spanna dall’asfalto su cui sfrecciano auto e camion: «Secondo me certe volte saranno stati anche una cinquantina tutti insieme», racconta un residente in una delle abitazioni vicine. Che si pone la stessa domanda: «Da dove vengono? Si dice che siano una colonia cresciuta spontaneamente nelle campagne attorno a un casolare abbandonato».

Qualche automobilista ha segnalato la cosa alla redazione e ha informato le autorità, alcune associazioni animaliste si stanno interessando alla vicenda: il timore è che possano diventare un potenziale rischio per la circolazione stradale ma anche una presenza dannosa per le coltivazioni nei campi circostanti, senza dimenticare la questione di igiene pubblica. Le pagine di cronaca degli ultimi anni riportano i casi di Faenza e Forlì, per citare quelli più noti nelle vicinanze, dove le colonie presenti nei parchi pubblici hanno contratto la mixomatosi rendendo necessari impegnativi interventi delle autorità, Ausl e Comuni, per la cattura e l’abbattimento o la vaccinazione. Per non dimenticare il caso dei daini a Fosso Ghiaia.

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Basta posteggiare l’auto nel cortile antistante alle poche abitazioni nel tratto di via Reale e quando si scende è tutto un fuggi fuggi di conigli, di vari colori, di varie misure. Stanno sui campi, nei fossi, sui prati, nei giardini, sotto i cespugli. Tanti. E i segni si vedono: le tane scavate e le piante danneggiate. Ma da dove vengono gli animaletti della Reale? Tra i lavoratori impegnati nella campagna circola una spiegazione. Sono una colonia proliferata a dismisura nel corso di anni partendo da una coppia presa come animale da compagnia da una famiglia della zona. E in effetti una prima conferma arriva da un residente, l’87enne Paolo Passanti, già proprietario dell’Italfrutta ed ex presidente di Confindustria provinciale: «Molti anni fa regalarono una coppia a mia nipote. Li abbiamo messi in un recinto nel parco di casa e nel corso del tempo sono aumentati di numero: non li mangiamo e sono simpatici da vedere correre in giardino quando gli amici vengono a trovarci. Mangiano quello che trovano in giro e oggi saranno diventati forse una cinquantina nel nostro recinto». Potrebbe essere partita da qualcuno di loro l’espansione: «Magari qualcuno può essere scappato dal recinto e poi… c’è il detto romagnolo riprodursi come i conigli, no? Però non mi risulta abbiano dato problemi a nessuno finora». La famiglia Passanti è proprietaria di svariati ettari di terreno nei dintorni. E qualche danno alle piantagioni però pare esserci stato: «Non è nulla di grave, si può tollerare».

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