Mettono al cane un collare che dà scariche elettriche: padroni denunciati

Accusa di maltrattamenti ad animali per una coppia che utilizzava l’apparecchio per evitare che il beagle Giotto saltasse la recinzione

Image003Per impedire che Giotto, un cane di razza beagle, lasciasse il recinto di casa i padroni gli avevano messo un collare elettrico che dava scosse a basso voltaggio: i proprietari dell’animale, una coppia di 49 e 46 anni residente a Faenza, dovranno rispondere di maltrattamenti dopo che due carabinieri di passaggio davanti all’abitazione hanno notato il particolare collare.

I militari dell’Arma, durante un servizio a piedi, alla periferia di Faenza, hanno suonato al campanello per avere informazioni. Un 49enne e una 46enne, proprietari di Giotto, che hanno raccontato di aver acquistato quel dispositivo online per scoraggiare il cagnolino che aveva l’abitudine di uscire dal giardino: un collare elettrico impostato a basso voltaggio in modo tale da far partire una lieve scossa tutte le volte che il cane oltrepassava il confine della proprietà per farlo arretrare e desistere.

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I carabinieri si sono fatti consegnare anche la trasmittente e la scatola con cui il prodotto è stato recapitato e hanno sequestrato tutto in applicazione della legge che vieta di utilizzare dispositivi del genere sui cani a scopo di addestramento. Giotto, viste le ottime condizioni di salute, è stato lasciato ai  proprietari  non essendoci la necessità di affidarlo a un canile.

Image002I due proprietari hanno tentato di giustificarsi sostenendo che non avevano alcuna intenzione di maltrattare il cagnolino, ma volevano solo proteggerlo da eventuali fughe in strada. Le loro spiegazioni non sono però bastate a evitare la denuncia e il sequestro del dispositivo.

I carabinieri ricordano che la vendita di collari a impulsi elettrici è libera, infatti sia online sia nei negozi specializzati se ne trovano di ogni tipo e varie fasce di prezzo. Il loro uso, però, è vietato dalla legge e quindi comporta una denuncia per maltrattamenti di animali con il sequestro del collare e nei casi più gravi anche la confisca del cane, come ha più volte ribadito la Cassazione.

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