Un ristorante nelle Filippine è stato per sei anni il buen ritiro di un imprenditore di Faenza condannato per bancarotta fraudolenta ma nei giorni scorsi la sua latitanza è finita. L’uomo originario di Verona è stato arrestato all’aeroporto di Malpensa dove era atterrato con un volo proveniente dall’Asia. La polizia di frontiera lo ha individuato e fermato, notificandogli l’ordinanza di custodia in carcere ancora pendente nei suoi confronti.
L’indagine era stata sviluppata dalla guardia di finanza della tenenza manfreda a seguito di una serie di denunce presentate da alcuni imprenditori che avevano ceduto beni a una società di cui l’uomo era titolare senza ricevere in cambio alcun pagamento. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle avevano permesso di accertare che il veneto aveva rilevato una società di Faenza operativa nel commercio di prodotti per l’igiene della persona, per poi utilizzarla come schermo per acquistare prodotti completamente estranei all’oggetto sociale (alimenti per animali, carni, liquori, spumanti, prodotti vitivinicoli, ombrelli, trolley, borsoni da viaggio, ecc.) che, oltre a non essere mai stati pagati ai relativi fornitori, erano stati anche sottratti dai magazzini della società. Una progressiva opera di svuotamento che in breve tempo aveva condotto la società faentina in una condizione di grave dissesto, poi sfociata in un inevitabile fallimento, con gravi ripercussioni negative sia sui fornitori che sui dipendenti rimasti senza lavoro.



