L’autopsia: fratture multiple al cranio, Desiante colpito anche con un tirapugni

Prime indiscrezioni dall’esame sul cadavere del pizzaiolo 43enne trovato morto in un appartamento chiuso dall’interno

Rocco Desiante

Rocco Desiante

Segni di percosse concentrati sul capo con numerose fratture al cranio con segni marcati a forma sferica che sembrano riconducibili a un oggetto metallico appuntito, forse un tirapugni. Sono le indiscrezioni riportate dai quotidiani locali a proposito dei primi elementi raccolti dal medico legale Franco Tagliaro a cui è stata affidata l’autopsia sul cadavere di Rocco Desiante, il 43enne pizzaiolo trovato morto nella notte fra il 6 e il 7 ottobre a Castiglione di Cervia in un appartamento chiuso dall’interno. Dalla lettura degli articoli di Andrea Colombari sul Resto del Carlino e di Alessandro Cicognani sul Corriere Romagna emerge quindi il quadro di un violento pestaggio, probabilmente compiuto da almeno due persone contemporaneamente ma a mani nude o con armi bianche. Pare quindi da scartare la voce circolata di una pistola per via di una ferita al cranio che assomigliava a una bruciatura per un colpo sparato a distanza ravvicinata.

La violenza dell’omicidio era stata chiara sin dal momento del ritrovamento del corpo: i vigili del fuoco hanno sfondato la porta verso le 2 dopo essere stati sollecitati dal padrone di casa che aveva dato in prestito il bilocale all’amico 43enne ma non lo sentiva dalla sera dell’1 ottobre, giorno in cui Desiante era entrato. Tra i testimoni ascoltati dai carabinieri sembra diffusa la convinzione di aver visto per l’ultima volta in vita l’uomo la sera del 3 ottobre al vicino bar di Castiglione in occasione di una partita di calcio in tv. E proprio tra le frequentazioni dell’uomo si stanno concentrando le indagini (pm Antonio Vincenzo Bartolozzi). Debiti? Questa al momento la pista principale. Condita da un elemento aggiuntivo: la vittima probabilmente conosceva i suoi assassini. Desiante infatti si era installato in quell’appartamento solo da pochi giorni, una sistemazione provvisoria: non c’era il nome sul campanello e le utenze erano staccate, i vicini di casa credevano fosse ancora disabitato. E la porta è stata trovata chiusa con le chiavi inserite dall’interno.

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Il sostituto procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi sulla scena del crimine a Castiglione di Cervia dove è stato ucciso Rocco Desiante

Originario di Gravina (Bari), Desiante viveva in Romagna da una decina di anni: nei tre anni precedenti all’11 settembre scorso aveva lavorato come pizzaiolo alla Vecchia Romagna di Castiglione di Ravenna poi si era messo in malattia dopo un pugno in faccia preso da un avventore del bar (una questione che pare fosse chiusa lì senza strascichi) e alla fine del mese scorso il contratto di lavoro era scaduto. A tutti aveva detto che sarebbe tornato a casa in Puglia per ricominciare da capo lasciandosi alle spalle i problemi: attendeva di riavere l’auto dal sequestro amministrativo (dopo un incidente in cui era volante ubriaco, condizione che ultimamente pareva ripetersi piuttosto spesso) per chiamare i parenti che sarebbero venuti a prenderlo.

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