Il regista Muccino: «Gli amici di mio figlio non fatti entrare in disco perché neri»

Sotto accusa il locale di Porto Fuori, ma i titolari replicano: «Non siamo razzisti, è stata una scelta legata alla sicurezza»

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Gabriele Muccino

Sta facendo discutere sui social il post del celebre regista Gabriele Muccino che ieri (domenica 19 gennaio) ha denunciato un fatto – se così come descritto – grave avvenuto in una discoteca di Ravenna.

«Ieri sera (sabato sera, ndr) mio figlio è andato con due amici di colore nel locale Hof di Ravenna (l’ex Kojak di Porto Fuori, ndr). Si è sentito dire sia dal buttafuori che da un addetto al locale – scrive Muccino su Facebook – che lui poteva entrare ma gli amici no. Dopo oltre un’ora di attesa, alla domanda “Perché?”, è stato risposto: “Perché loro sono neri e fanno casino”.‬ ‪E li hanno lasciati tutti e tre fuori al freddo. Stiamo sconfinando nell’Apartheid‬».

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Pronta la replica di uno dei titolari del locale, Mattia Montanari, questa mattina sulle pagine del Carlino Ravenna. «Il nostro locale non è razzista. Ci lavorano e ospita tanti immigrati. Quel gruppo è rimasto fuori solo perché in passato alcuni di loro avevano dato problemi». Montanari al giornalista del Carlino assicura anche che se avrà le prove che qualcuno del personale abbia detto veramente quelle frasi, «non lavorerà più qui».

Dentro al locale, assicura ancora il titolare, «c’erano persone di tutte le etnie». Si sarebbe trattato quindi di una scelta legata esclusivamente alla sicurezza, alla luce anche del giro di vite imposto dal locale dopo i problemi registrati a Porto Fuori negli ultimi anni della vecchia gestione a marchio Kojak. Ragazzi che in passato hanno dato problemi, di qualsiasi provenienza, assicurano dalla discoteca, non vengono fatti entrare.

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