Lav: «Daini al macello, rischio reati per il Parco». Presidio in piazza e petizione

L’associazione animalista diffida il Delta a proseguire nella ricerca di operatori per la cattura degli animali nella pineta di Classe. Il 10 settembre manifestazione a Ravenna con raccolta firme

Daini Pineta Classe Ph Willy Maurizio Cazzanti

Foto di Willy Maurizio Cazzanti

Dare il via libera alla cattura per la macellazione dei daini nella pineta di Classe potrebbe configurare diversi reati a carico dei rappresentanti del Parco del Delta che ha aperto un’indagine di mercato per la ricerca di operatori interessati. Di questo è convinta l’associazione animalista Lav: «Dal maltrattamento e uccisione di animali non necessitati, al furto venatorio nonché al danno erariale – scrive Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav, Animali Selvatici –: abbiamo già inviato un atto di diffida al Parco perché cessi immediatamente qualsiasi attività nei confronti dei Daini e nel caso non ricevessimo risposta soddisfacente, siamo pronti ad informare la procura della Repubblica, chiedendo il sequestro preventivo degli animali».

La vicenda è nota: il 15 settembre scadono i termini per la manifestazioni di interesse per un eventuale futuro bando che serva a individuare chi dovrà catturare i daini per ridurre la presenza (se ne stimano circa 700). L’ente non mette soldi sul tavolo: il guadagno per gli operatori sarà dalla vendita della carne.

«Il Parco regionale si è trasformato in un banco di macelleria del mercato rionale – attacca Lav –. In tre anni un valore equivalente a 83.700 euro. Un’operazione di una crudeltà inaudita che, oltre a prevedere un vero e proprio massacro di animali innocenti, mortifica, ad opera dei suoi stessi amministratori, il valore intrinseco del Parco inteso come nucleo fondamentale di tutela della biodiversità».

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Lav ha letto le carte che il Parco cita a supporto dell’operazione: «I Daini non creano danni all’agricoltura: solo 1.050 euro denunciati nel 2018. Non rappresentano un concreto pericolo per la circolazione veicolare: ultima segnalazione, un incidente nel 2017. Non sono responsabili di alcuna alterazione degli equilibri ecologici del Parco, unico motivo che giustificherebbe un piano di abbattimento ai sensi della Legge nazionale sulle aree protette».

Il gruppo ambientalista ricorda che i daini sono stati introdotti in molte aree del Paese per l’interesse dei cacciatori: «Chiediamo quindi che i cacciatori mettano mano ai loro portafogli per organizzare la messa in sicurezza degli animali e la loro sterilizzazione, facendoli così diventare parte integrante della biodiversità tipica del Parco».

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Le associazioni ambientaliste che fanno parte della Rete a tutela dei daini hanno inviato a tutti i gruppi consiliari del Comune di Ravenna una loro proposta di mozione per salvare gli ungulati. Si chiede che il consiglio comunale dia pieno mandato al sindaco de Pascale, sentite le ragioni dell’assessore Gallonetto (M5s, titolare della delega agli Animali), a presentare al Parco del Delta – e quindi anche alla Regione – le richieste di tutela e di soluzioni incruente. Per sabato 10 settembre è organizzato un presidio in piazza del Popolo a Ravenna sotto al palazzo comunale dalle 18 alle 20 con raccolta firme.

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