Pd tradito dal forese. Fdi: 19mila voti, un anno fa 5mila alle Comunali

L’analisi dei flussi elettorali nel confronto tra le ultime Politiche, le Amministrative di un anno fa e le Politiche 2018. Emerge che, forse per una dispersione tra tante liste civiche, il centrodestra è di fatto sottorappresentato in Comune rispetto alla fotografia di questa tornata elettorale

11Ultimo in ordine di tempo ad aver votato per le Amministrative (ottobre 2021), il comune di Ravenna è l’unico in provincia in cui è possibile – per quanto non proprio ortodosso visti i due sistemi elettorali diversi, il diverso peso dei candidati e soprattutto le differenze di simboli – mettere a confronto i dati elettorali delle Politiche del 25 settembre con un’altra tornata elettorale relativamente recente e già post pandemia. Così come è doveroso fare il confronto con le ultime Politiche 2018, per vedere in quattro anni cosa e quanto si è mosso.

Nel comune capoluogo vediamo addirittura il Pd guadagnare qualcosa, forse proprio quei voti di Art. 1 che alle Amministrative erano confluiti in Ravenna Coraggiosa, ma soprattutto si vede letteralmente esplodere Fratelli d’Italia che da 5.589 voti, già sufficienti per essere i primi della coalizione e il secondo partito in generale, passa a quasi 19mila.

Stabile la Lega, in netta crescita Forza Italia (che dodici mesi fa correva da sola). Il Movimento 5 stelle supera il 10 percento correndo da solo, mentre in coalizione con il Pd a ottobre scorso non era arrivato al 4 percento. Un recupero notevole ma che resta lontanissimo dal sorpasso storico del 2018 quando nel comune di Ravenna risultarono in assoluto i più votati.

4Calenda sfiora i settemila voti, ma qui poteva contare sul sostegno del Pri che da solo alle Amministrative ne aveva presi 3.250 e quelli della lista civica di ispirazione renziana (Ravenna in campo) che ne aveva raccolti 1.226.

Dati interessanti a livello locale che fanno intravedere come, forse per una dispersione tra tante liste civiche, il centrodestra sia di fatto sottorappresentato in Comune rispetto alla fotografia emersa in questa tornata elettorale.

In linea generale, poi, se si va ad analizzare il voto delle diverse circoscrizioni si vede come, anche in questo, secondo un trend riscontrato un po’ ovunque in Italia, il voto al centrosinistra si concentri soprattutto nel territorio urbano (in tutte e tre le circoscrizioni del capoluogo il centrosinistra vince sul centrodestra) mentre le periferie, il nostro cosiddetto forese, si stanno spostando progressivamente a destra. Un fatto questo in controtendenza rispetto al passato quando il radicamento sul territorio degli eredi del Pci, i circoli di partito e le attività ad esso connessi, avevano sempre garantito invece una base solida su cui contare al centrosinistra.

13In particolare, emblematico appare il dato di Sant’Alberto, dove la candidata di Fratelli d’Italia ha preso ben 130 voti in più di quella del Pd o a Castiglione dove il vantaggio per il centrodestra è stato di 350 voti. Più risicato lo scarto a Piangipane (17 voti) ma comunque a favore della candidata di Meloni. Prevedibile, in base al dato storico, il risultato nella circoscrizione del Mare anche se forse non nelle proporzioni: con 871 voti di scarto, il vantaggio del centrodestra supera il 10 percento, e poco sotto è lo scarto a Roncalceci in termini percentuali. Unici due territori del forese a non aver “tradito” il Pd sono San Pietro in Vincoli e Mezzano.

Davvero molto su cui riflettere per i vertici del Partito democratico locale che fino a questo punto avevano inanellato (quasi) solo vittorie.

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