martedì
27 Gennaio 2026
salute e scuola

Ior rinnova il progetto “fuoriclasse”: istruzione domiciliare per due adolescenti colpiti dal tumore

Grazie all’accordo con l’Istituto scolastico regionale, anche nell'anno 2024/2025 due ragazzi di Ravenna e Faenza hanno potuto seguire le lezioni nonostante la malattia

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Un progetto di istruzione domiciliare per permettere agli adolescenti malati di tumore di restare al passo con i coetanei, promuovendo inclusione e continuità di scambio e relazione con i docenti: già nel 2018 Ior si attivò per sostenere la continuità di programma di un ragazzo riminese di prima superiore, con diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Visti gli ottimi risultati dell’iniziativa, l’associazione no profit ha deciso di proseguire e ampliare il percorso, stabilendo un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, recentemente rinnovato, per continuare a garantire l’istruzione domiciliare a quei ragazzi che altrimenti rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani.

Il percorso è stato ufficializzato e aggiunto ai servizi di Ior con il nome di  “Progetto FuoriClasse” e, nell’anno scolastico 2024/2025 ha permesso a quattro studenti romagnoli di proseguire con l’intero programma direttamente a casa: due di sono ravennati: M.M., che frequenta il il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna e L.M., dall’l’ITIP “L.Bucci” di Faenza.

Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere al domicilio le lezioni più importanti, ma il peso economico elevato non consente quasi mai di coprire tutte le materie. Ior ha quindi investito circa 10 mila euro, per un totale di 96 settimane complessive di istruzione a casa dei quattro in cura. L’istituto ha poi deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del progetto: da inizio febbraio fino a Pasqua chiunque potrà sostenere questo servizio facendo la propria donazione sulla piattaforma dedicata.

L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di parrucchieri e professionisti di bellezza, categorie da sempre molto sensibili alla tematica della vicinanza al paziente oncologico e della preservazione della sua qualità di vita: il 15 febbraio (Giornata mondiale contro i tumori infantili), presteranno la propria competenza gratuitamente in 8 città della Romagna per raccogliere fondi a favore del Progetto “FuoriClasse”  con  “Una Piega per lo IOR”. La donazione minima richiesta, come sempre, sarà di 20 euro.

«Una diagnosi oncologica determina sempre un trauma, non solo nel paziente, ma anche in quegli affetti e famigliari che circondano la persona che l’ha ricevuta: un’affermazione ancor più vera nel caso in cui i pazienti siano bambini o adolescenti – fanno sapere da Ior – Se la buona notizia arriva dai dati di sopravvivenza, visto che in linea generale l’80% dei giovani riesce a sconfiggere il cancro, con picchi anche superiori per alcune tipologie di tumori ematologici, il lato meno positivo della medaglia è quello relativo all’impatto fisico e psicologico su ragazzi e ragazze di un percorso di cura tanto impegnativo. Gli effetti collaterali dei trattamenti impongono infatti enormi cambiamenti e lunghi periodi di isolamento: la crescita formativa e sociale viene quasi messa in pausa se paragonata a quella dei coetanei che, al contrario, continuano a frequentare le lezioni, a seguire le attività extra-scolastiche, a frequentarsi. Un aspetto che fino a qualche anno fa veniva considerato secondario e sacrificabile rispetto al bene supremo del perseguimento della guarigione. Sebbene comprensibile, tale atteggiamento è stato via via superato: la preservazione di una qualità di vita il più alta possibile è considerata oggigiorno una priorità per il paziente oncologico, tanto quanto garantirsi le migliori prospettive di sopravvivenza. Nel caso dell’adolescente col cancro, questo significa non poter ritenere più accettabile avere una proposta formativa e opportunità scolastiche diverse rispetto ai coetanei sulla base di quella che è considerabile, a tutti gli effetti, come un’ingiustizia. Preservare il futuro personale e professionale di ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, costretti dalla malattia a lunghi periodi di ospedalizzazione, è diventata quindi una delle priorità dell’Istituto Oncologico Romagnolo».

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