Il giornalista Donato Ungaro, figura simbolo della lotta contro la mafia, avrebbe dovuto tenere un intervento davanti agli studenti della scuola media di Conselice ieri, 29 gennaio, ma l’evento non si è svolto perché avrebbe dovuto firmare un documento con il quale “riconosceva pienamente l’insindacabile facoltà dell’Istituto di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione alcuna”. La circostanza è stata resa nota dall’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser), un sindacato di giornalisti che ha espresso sconcerto e preoccupazione per quanto accaduto
«Era previsto l’incontro dei ragazzi di più classi con un giornalista minacciato dalla ‘ndrangheta che porta il suo messaggio in diverse scuole d’Italia». Ungaro era vigile urbano a Brescello e nel 2016 il Comune in provincia di Reggio Emilia fu sciolto per infiltrazioni mafiose. «La dirigente scolastica gli ha chiesto di firmare una sorta cambiale in bianco che autorizzava qualsiasi censura delle sue parole da parte della dirigente stessa, la quale lo avrebbe addirittura potuto interrompere e cacciare in qualsiasi momento. Cosa che è comunque avvenuta: di fronte alla indisponibilità a firmare la clausola capestro, Ungaro è stato invitato a lasciare senza indugio l’edificio scolastico».
Aser non manca di sottolineare che l’episodio è accaduto nel “Comune della libertà di stampa”, come si legge sui cartelli all’ingresso del paese, dove esiste l’unico monumento del genere in Italia: «Che l’istituto scolastico si metta al di sopra (e al di fuori) della libertà di espressione è di certo anticostituzionale e costituisce una pericolosa deriva autoritaria. La cosa è ancor più spiacevole perché da almeno un decennio l’istituto di Conselice beneficia di una borsa di studio, intitolata alla memoria dell’ex presidente dell’Assostampa, Camillo Galba, che fu tra i promotori della realizzazione del monumento». La borsa è finalizzata alla realizzazione di progetti che pongano al centro la democrazia e la libertà di stampa e ora Aser si aspetta che – come segnale di coerenza e soprattutto di rispetto per la figura di Galba – l’istituto rinunci e restituisca la borsa di studio consegnata in occasione dell’anniversario della fucilazione degli stampatori clandestini di Conselice, morti appunto per la libertà e la democrazia. «Auspichiamo inoltre che l’Ufficio scolastico provinciale di Ravenna intervenga con chiarezza su quanto accaduto».
Aser ha raccolto una dichiarazione del sindaco di Conselice, Andrea Sangiorgi, riportata poi sul proprio sito internet: «Quanto accaduto nei locali dell’Istituto comprensivo di Conselice è sconcertante. Al giornalista va tutta la mia solidarietà. Chiedo alla dirigente di impegnarsi a riprogrammare questo incontro che fa parte di un progetto approvato dall’istituto Scolastico e finanziato dalla Regione ed organizzato dal servizio nuove generazioni dell’Unione dei comuni. E mi domando: a che titolo pregiudicare l’evento finale di un progetto già approvato dall’istituto scolastico e finanziato con risorse regionali a beneficio della formazione etica dei ragazzi su tematiche così delicate come quelle mafiose? Per di più nel Comune unico in Italia per la libertà di stampa».
Rifondazione Comunista di Conselice e Villa San Martino parla di palese mancanza di rispetto per la libertà di espressione: «Ci preoccupa che forse questa reazione sia dovuta anche al tema dell’incontro e cioè le infiltrazioni mafiose nella nostra regione, cosa che ancora fatichiamo ad accettare e a inserirlo stabilmente nel dibattito pubblico e politico. A Conselice e in Emilia-Romagna sono le mafie a non essere benvenute non chi le denuncia».
Cgil e Flc-Cgil ritengono che quanto accaduto non possa essere liquidato come un semplice intoppo burocratico: «Si tratta di un segnale inquietante che rispecchia un clima di repressione e censura sempre più diffuso in Italia, colpendone il cuore pulsante: la scuola».
L’associazione Shahrazad si dice orgogliosa del passato di partigiane e partigiani che da Conselice si occupavano della contro informazione, altro aspetto fondamentale alla lotta al nazifascismo: «Questo nostro orgoglio ci spinge a chiedere a chi di dovere di porre rimedio a questo smacco, magari invitando Ungaro per il festival della libertà di stampa».



