Il porto di Ravenna torna a essere destinazione per una nave carica di migranti soccorsi nel mare Mediterraneo. Tra il 14 e il 15 febbraio è previsto l’attracco di una imbarcazione della Ong Solidaire. Al momento non è noto il numero di persone a bordo e la prefettura non ha ancora definito il punto di attracco tra Porto Corsini e Marina di Ravenna. Sarà il 25esimo sbarco a Ravenna in tre anni (2.205 persone in totale). L’ultimo risale a quasi sei mesi fa: il 28 agosto 2025 la Humanity 1 portò 51 persone. La nave Solidaire fece già tappa a Ravenna a maggio e giugno del 2025 con 67 e 76 persone.
Proprio alla vigilia dell’attracco della Humanity 1 sei mesi fa, il sindaco Alessandro Barattoni disse che quella sarebbe stata l’ultima nave ad attraccare a Ravenna «fino a quando non verrà convocato a Roma un tavolo nazionale delle città individuate come porto sicuro, nel quale discutere le politiche e le scelte dei prossimi anni». Barattoni sottolineò che il Comune aveva sempre collaborato con ministero e prefettura per garantire le migliori condizioni logistiche e organizzative nel corso degli sbarchi, «ma allo stesso tempo ha sempre denunciato la disumanità e l’incoerenza di una scelta che complica il lavoro delle Ong e aumenta la sofferenza dei migranti, che dal centro del Mediterraneo vengono costretti a diversi giorni di navigazione prima di arrivare a terra».
Appena circolata la notizia del nuovo arrivo, la lista civica di centrodestra Pigna ha inviato alla stampa un comunicato per attaccare il sindaco: «Barattoni aveva assicurato ai ravennati stop sbarchi a Ravenna finché non ci ascolteranno. Una dichiarazione che appare quantomeno contraddittoria, dal momento che un sindaco non ha i poteri per impedire gli sbarchi delle navi Ong, competenza che spetta al governo nazionale. Il 20 giugno 2025, appena eletto e senza informare i consiglieri comunali, Barattoni aveva consegnato nella sala del consiglio comunale il premio Intercultura 2025 alle Ong che organizzano il trasporto di migranti in Italia e a Ravenna, fornendo un chiaro segnale politico di sostegno a tali attività».
Il primo cittadino interviene sulla vicenda: «Il governo Meloni ha riassegnato al nostro porto l’attracco di una nave di migranti. La scelta, ancora una volta, ci dimostra la differenza che intercorre tra propaganda e realtà: da anni si millanta l’esecuzione di un blocco navale che non è mai realmente esistito. I dati pubblicati sul sito del ministero dell’Interno ci dicono che non si sono registrati mai così tanti sbarchi come in questi anni. Lo stop che avevo richiesto ad agosto nasceva dal fatto di voler rimettere al centro la collaborazione istituzionale fra gli enti, l’equilibrio fra i territori e soprattutto l’attenzione su chi paga in prima persona il prezzo maggiore di questi viaggi della speranza: bambini e bambine, donne e uomini che si trovano a dover raggiungere scali lontani dal punto in cui vengono soccorsi. Anche così siamo passati da una nave ogni due settimane a uno stop di quasi sei mesi, e al fatto che non esistono più porti in Italia a cui il governo possa promettere lo stop agli sbarchi».
Barattoni lamenta di aver richiesto i criteri in base ai quali vengono assegnati i porti alle Ong e perché ai Comuni non vengano riconosciuti tutti i costi sostenuti per la gestione delle persone migranti e dei minori stranieri non accompagnati, che in questo modo rimangono in carico ad altri capitoli di spesa dell’ente locale. «Le risposte sono arrivate finora solo in maniera indiretta e approssimativa, ma parlano i fatti: sull’immigrazione si sono fatte molte promesse e si è fomentata molta cattiveria, ma non si sono né ridotti gli sbarchi, né si sono rafforzati percorsi di inserimento. Ravenna non cerca la forza che impone, ma quella che sostiene: farà sempre la sua parte, a patto però che ci siano regole chiare e condivise, per tutti».



