sabato
14 Febbraio 2026
tribunale

Assolti due giovani accusati da una studentessa americana di violenza sessuale di gruppo

L'episodio contestato risale all'agosto 2024. Secondo l'accusa, l'abuso dopo una serata alcolica in uno stabilimento balneare

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Sono stati assolti entrambi i giovani accusati di avere abusato nell’estate di due anni fa a Ravenna di una studentessa 19enne americana giunta in città per motivi di studio. Si tratta di un 24enne e di un 28enne, entrambi ravennati e difesi dagli avvocati Giovanni Scudellari, Eleonora Raggi e Maria Teresa Rizzo.

La sentenza – come riportato da il Resto del Carlino e Corriere Romagna – è stata pronunciata dal Gup Federica Lipovscek al termine del rito abbreviato. Per i due, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata dallo stato psicofisico della ragazza, la Procura aveva chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi con il legale di parte civile (avvocato Angelo Stirone) che si era associato chiedendo il risarcimento danni con provvisionale di 50mila euro.

L’episodio contestato risale alla notte tra il 24 e il 25 agosto 2024 quando, secondo l’accusa, i due giovani avevano offerto vino e liquori alla studentessa, che già aveva bevuto, a una festa in uno stabilimento balneare. E avevano infine abusato di lei nell’appartamento di uno dei due in città.

La difesa del primo imputato, per chiedere l’assoluzione, ha depositato indagini corredate di consulenza tossicologica, immagini di videosorveglianza e dichiarazioni spontanee del 24enne. La 19enne dagli Stati Uniti era a suo tempo arrivata a Ravenna nell’ambito di uno scambio culturale. Ma era ripartita nel giro di pochi giorni. A caldo non aveva praticamente voluto collaborare con gli inquirenti. In ospedale a farsi visitare era andata la notte del giorno dopo, lunedì, su consiglio dall’America dei suoi genitori. Una volta lì, era scattato lo specifico protocollo e si era messa in moto la macchina della giustizia. Più avanti in incidente probatorio davanti al Gip Janos Barlotti (era appositamente tornata dall’America) aveva riferito che, dopo una serie di drink, non aveva ricordato quasi più nulla. In un primo momento si era affacciata pure l’ipotesi della cosiddetta droga dello stupro. Ma per la difesa, non è possibile che in quell’ultimo drink bevuto, gli imputati avessero potuto versare droga dato che era stata lei a prenderlo direttamente dal bar. (fonte Ansa.it)

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