Un uomo di 83 anni andrà a processo a Ravenna per maltrattamenti su un cane morto nell’estate 2020. È il caso del labrador Balto: la soppressione tramite eutanasia sei anni fa diede avvio a un’indagine a carico del 52enne veterinario Mauro Guerra conclusa con la condanna in primo grado a 4 anni e 2 mesi e la radiazione dall’albo professionale.
Come riportato dai quotidiani locali, in questo nuovo procedimento l’imputato è l’uomo che quell’estate aveva il compito di accudire Balto, affidatogli dai padroni, l’allora direttrice del carcere di Ravenna e il marito, finiti a loro volta sotto accusa per avere poi concordato con Guerra la soppressione dell’animale. Secondo la procura quell’eutanasia non era necessaria. I due coniugi sono stati assolti in primo grado (è ancora pendente il ricorso della Procura in appello).
Per l’anziano custode nel 2023 c’era già stata un sentenza di non luogo a procedere dal giudice per l’udienza preliminare. La procura aveva presentato ricorso in Cassazione, ottenendo il rinvio in appello. E ora il tribunale bolognese ha ritenuto che serva un approfondimento a dibattimento. Il prossimo giugno l’83enne sarà giudicato dallo stesso magistrato che la settimana scorsa si è pronunciato con la condanna nei confronti dell’ex veterinario.
Secondo l’imputazione, il cane Balto, un labrador nato nel 2005, sarebbe stato sottoposto per anni a gravissime condizioni di maltrattamento: lasciato costantemente all’aperto senza adeguato riparo, legato a catena fin da cucciolo, privato di cure veterinarie nonostante una patologia muscolo-scheletrica dolorosa, alimentato in modo insufficiente e inadeguato, isolato e privato di ogni forma di socializzazione. Negli ultimi giorni di vita, nell’agosto 2020, sarebbe stato lasciato in condizioni di estrema sofferenza, disidratazione e abbandono fino a che non è stato affidato al veterinario Guerra che, anziché curarlo, ha proceduto a effettuare l’eutanasia senza anestesia preventiva.



