La verità giudiziaria sull’omicidio di Pier Paolo Minguzzi, avvenuto nel 1987 a Alfonsine, potrebbe passare attraverso il terzo grado di giudizio. L’accusa e le difese dei due condannati all’ergastolo in appello hanno presentato ricorso contro la sentenza arrivata a Bologna il 30 settembre 2025. La procura generale chiede la condanna all’ergastolo anche del terzo imputato assolto e il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dei motivi futili e abietti per tutti, le difese chiedono l’assoluzione come già avvenuto nei processi finora celebrati. In primo grado a Ravenna nel giugno 2022 erano stati tutti assolti. I termini per il deposito dei ricorsi scadono il 12 marzo.
La corte d’assise d’appello di Bologna ha condannato all’ergastolo due ex carabinieri, il 60enne Orazio Tasca di Gela e residente a Pavia e il 61enne Angelo Del Dotto di Ascoli Piceno all’epoca dei fatti in servizio alla stazione di Alfonsine. La vittima era uno studente universitario di Agraria e carabiniere di leva, terzo genito di una facoltosa famiglia di imprenditori dell’ortofrutta. Il cadavere fu trovato l’1 maggio 1987 a distanza di dieci giorni dal rapimento con la richiesta di 300 milioni di lire come riscatto. L’imputato assolto è il 69enne Alfredo Tarroni di Alfonsine, idraulico del paese e amico stretto dei due condannati.
Tarroni è difeso dall’avvocato Andrea Maestri di Ravenna, Del Dotto è difeso da Gianluca Silenzi di San Benedetto del Tronto, Tasca è difeso da Eleonora Grossi di Pavia. La difesa di Tasca parla di «illogicità nella sentenza già riscontrata nel rinvio a giudizio» e chiede la rinnovazione parziale del dibattimento.



