A Ravenna il carburante è più caro che nel resto della regione: secondo gli ultimi dati di Federconsumatori la provincia si colloca all’ultimo posto in Emilia-Romagna, con solo l’1 percento di distributori con un prezzo del gasolio inferiore ai due euro al litro. Non si tratta solo di costi medi più alti, ma anche per quanto riguarda il prezzo più caro in assoluto per il diesel servito Ravenna si piazza al primo posto: in generale, i picchi si sono raggiunti nei distributori della rete autostradale, con record negativo nel ravennate a 2,5999 euro per litro.
Gli ultimi rilievi risalgono a ieri, 16 marzo, considerato un “lunedì nero” per gli automobilisti dell’Emilia-Romagna alle prese con le speculazioni sul greggio. In generale, a livello regionale, meno del 4 percento dei 1.617 distributori di diesel si trovava sotto la soglia dei 2 euro (erano il 32 percento lunedì 9 marzo e il 9 percento venerdì 13 marzo). Inoltre, secondo quanto riportato dall’associazione a difesa dei consumatori, diversi distributori avrebbero dichiarato un prezzo decisamente troppo basso per essere relistico, ed i tentativi di comunicare con i distributori e le compagnie si sono scontrati con telefoni inattivi, staccati e con centralini gestiti dall’intelligenza artificiale, che però non prevede informazioni sui prezzi.
Oltre a Ravenna, le provincie dove si sono registrate le medie più alte sono quelle di Parma (2 percento dei distributori sotto i 2 euro), Modena e Rimini con il 3 percento. Per quanto riguarda invece la percentuale di distributori con costi sopra a 2,1 euro, si arriva al 47 percento in regione: qui i dati peggiori appartengono a Modena, dove il 47 percento delle pompe self aveva prezzi superiori a 2,1 euro, con Bologna a ruota, con il 45 percento e Ferrara con il 44 percento. La condizione migliore a Forlì Cesena, dove la soglia dei 2 euro è stata superata nel 28 percento dei distributori. Sono invece 28 le pompe in Regione dove sono stati superati i 2,2 euro per un litro di diesel, mentre l’incredibile soglia di 2,3 euro era superata da 4 distributori; record assoluto a Monchio delle Corti (Parma), dove un litro di gasolio self veniva proposto a 2,321 euro, seguito da un distributore di Sarsina (Forlì-Cesena) con 2,311.
Più complessa la condizione dei distributori più economici, che sarebbe da verificare direttamente, vista l’impossibilità di contatti telefonici. In via Corticella a Bologna si trova, dal 13 marzo, il distributore più conveniente della Regione, con il diesel self a 1,539 euro al litro. Un prezzo addirittura inferiore alla benzina, anch’essa record regionale, tutto da verificare nella realtà. In questo campo però Ravenna si piazzerebbe meglio, con un terzo posto al pari di Molinella (Bologna) a 1,659 euro, dietro a Corticella e Luzzara (Reggio Emilia, 1,594). Non va meglio con la benzina: nel 12,1 percento dei distributori della regione sono stati superati gli 1,9 euro al litro.
«Si annunciano tante altre giornate nere – commentano da Federconsumatori -. Difficile prevedere il peso di quanto sta accadendo sui bilanci delle famiglie, per l’effetto di trascinamento che la speculazione in corso porterà su tutti i prezzi, a partire dalle bollette di luce e gas e al carrello della spesa. Sappiamo però cos’è accaduto, tra il 2021 ed il 2023, quando venne sottovalutata l’impetuosa crescita dell’inflazione. I salari persero il 9% di potere d’acquisto, si ampliò di molto la fascia di povertà, cambiò in peggio la vita di tante persone, anche nella nostra regione. Gli effetti di quel periodo terribile continuano ancora oggi. È mancata fino ad ora, da parte del Governo, qualsiasi iniziativa volta a contrastare le speculazioni da parte delle Compagnie petrolifere, che oggi vendono carburanti con margini enormi. E’ urgentissimo intervenire per ridurre le accise, riducendole di almeno 20 centesimi al litro, accompagnando l’intervento con un forte contrasto alle speculazioni, che stanno gonfiando gli utili di pochi, a discapito dell’interesse generale. Su questi temi, riteniamo, possono avere un ruolo importante anche la Regione Emilia-Romagna e gli Enti Locali».



