La cultura ravennate si mobilita contro la chiusura dell’Angelo Mai a Roma

A oggi sono quarantacinque le realtà locali, tra compagnie, singoli artisti e associazioni, che chiedono di salvare quell’esperienza di valenza nazionale e internazionale

Foto FacebookAnche la comunità artistica ravennate si mobilita per protestare contro lo sgombero dell’Angelo Mai a Roma, sgombero iniziato mattinata di venerdì 4, poi sospeso, e chiede all’Amministrazione Comunale di Roma di differire l’esecuzione del provvedimento e di valorizzare e riconoscere l’attività dell’Angelo Mai.

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I firmatari dell’appello, a oggi, sono Amycanbe, Mirto Baliani, Belle Bandiere, Rosetta Berardi, Andrea Bernabini, Bronson Produzioni, Cacao, Lorenzo Carpinelli, Salvatore Caruso, Cantieri Danza, Comaneci, Cooperativa E, Cisim, Drammatico Vegetale, Fanny & Alexander, Iacopo Gardelli, Andrea Lepri, Lady Godiva Teatro, Lato Oscuro Della Costa, Camilla Lopez, Tonya Garante, Gerardo Lamattina, Emilio Macchia, Margherita Manzelli Simone Marzocchi, Franco Masotti, Menoventi, Francesca Morello, Gruppo Nanou, Ortographe, Osservatorio Fotografico, Ovo, Pandaproject, Gianni Parmiani, Francesca Proia, Matteo Ramos Arevalos, Davide Reviati, Rigolò, Tanti Cosi Progetti, Teatro delle Albe, Teatro del Drago, Teatro Onnivoro, Massimiliano Rassu, Ravenna Cinema, Ravenna Teatro, Start Cinema.

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“Angelo Mai – si legge nel loro appello – è un laboratorio artistico e culturale d’eccellenza riconosciuto a livello nazionale e internazionale, come testimoniano i numerosi premi ottenuti, gli articoli dedicati e la mobilitazione di centinaia di intellettuali, artisti e cittadini durante i precedenti attacchi subiti.
Angelo Mai è un centro per le arti plurifunzionale completamente costruito grazie al lavoro degli attivisti che dopo aver ricevuto un rudere in convenzione hanno bonificato l’ambiente dall’eternit, realizzato un palco mobile, una sala polifunzionale, un sistema di condizionamento, una platea e un’impiantistica nuova completamente a norma.
Angelo Mai viene scelto da molte delle più importanti formazioni artistiche nazionali per la qualità della programmazione, la dotazione tecnica, l’impostazione strutturale, la continuità di attività durante l’anno e la propria attività di produzione.
Angelo Mai offre agli artisti la possibilità di presentare il proprio lavoro in uno dei centri d’arte più significativi in Italia proprio in virtù della scelta di un profilo nitido di innovazione contraddistinto dall’alto valore artistico della proposta.
Le attività di progettazione e collaborazione di Angelo Mai con gli artisti ospiti non si esauriscono unicamente nella messa a disposizione di un palco o nella sola visibilità, ma sono contraddistinte da uno specifico lavoro di sviluppo dei singoli progetti e di relazione con il pubblico e con i punti di riferimento artistici e culturali, sia cittadini che nazionali”.

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Angelo Mai Sala FullLa mobilitazione è stata appunto nazionale fin dalle prime ore di ieri e ha portato un primo risultato come spiega Giorgina Pi dell’Angelo Mai: «Dopo una giornata di importante mobilitazione della cittadinanza delle artiste e degli artisti che da anni seguono e partecipano attivamente alla esperienza dell’Angelo Mai, è arrivata una risposta. Siamo rientrati. È stata firmata una sospensiva di 20 giorni dell’atto di riacquisizione dell’immobile da parte del Comune di Roma perché risultava effettivo il ricorso al TAR al provvedimento emesso nel 2016, perché esistono di fatto atti amministrativi con i quali si disponeva un ripensamento dell’intera vicenda degli immobili di proprietà comunale destinati ad uso sociale, sulla base delle sentenze della corte dei conti e in attesa del nuovo regolamento. 20 giorni sono pochi per risolvere una questione così complessa ma provarci è indispensabile e il tentativo ha un significato profondo per la storia dei luoghi liberi di Roma. In questi 20 giorni chiediamo un confronto pubblico con le forze politiche responsabili dell’ennesimo atto miope e lesivo nel confronti dell’Angelo Mai e della comunità che lo abita, chiediamo che vengano presi degli impegni concreti per fermare qualsiasi altro atto simile e chiediamo alla cittadinanza, alle artiste e agli artisti di continuare a mobilitarsi.
Abbiamo reagito e siamo rientrati a testa alta, continueremo in questi giorni fragili a tenere occhi e cuore aperti e a continuare a fare rumore. Chiediamo che sia riconosciuto il ruolo cardine che Angelo Mai svolge in città, rimarcando che il servizio che dal 2004 l’Associazione svolge per la città di Roma è parte fondamentale del sistema culturale cittadino e nazionale. Riteniamo pertanto opportuno che venga finalmente garantito all’Angelo Mai un adeguato inquadramento amministrativo accompagnato da un congruo sostegno economico che possa garantire la corretta ed equilibrata prosecuzione professionale dell’attività.»

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