Se il libro diventa un’opera d’arte: due mostre tra ironia, irriverenza e intimità

A Palazzo Rasponi la nuova edizione di “Libri mai mai visti” e per la prima volta a Ravenna l’esposizione delle opere dedicate a Rabelais

Librimaivisti 2019 TopLa nuova edizione della mostra Libri mai mai visti – un concorso che premia la realizzazione di oggetti ibridi fra opere d’arte e libri – da quest’anno ha cambiato sede: dal
centro di Russi dove l’iniziativa è partita anni fa e da sempre ospitata, l’edizione 2019 – progettata e realizzata come sempre dalla storica associazione Vari Cervelli Associati – ha trovato approdo a Palazzo Rasponi a Ravenna. In questi tempi di ristrettezze di mezzi che sta comportando l’interruzione di alcune delle rassegne artistiche più radicate nel territorio provinciale, l’assessora alla cultura di Ravenna e il direttore della Classense sono intervenuti a sostegno di questa iniziativa e di una seconda mostra ispirata alle pagine di Rabelais, considerandole giustamente in linea con l’obiettivo di incentivare la lettura, soprattutto fra i giovani.
Libri mai visti ha aumentato nel tempo il proprio pubblico composto non solo dai partecipanti al concorso provenienti da vari paesi – scenografi, fumettisti, artisti, illustratori così come creativi non professionisti – ma anche dal grande numero di visitatori, incantati dalla fantasia di oggetti che nascono dai libri oppure creano nuovi racconti, presentandosi come oggetti d’arte che stimolano a loro volta la lettura e la creatività.

Bubilda

L’opera vincitrice

L’edizione attuale – la XXII – nasce ad invito: sono stati infatti selezionati a partecipare i vincitori di tutte le edizioni precedenti che come sempre hanno avuto ampia libertà di scelta di mezzi, tecniche, dimensioni e materiali. Sono più di 60 gli autori selezionati che hanno interpretato la dimensione creativa dell’oggetto-libro utilizzando
vari registri dell’arte contemporanea, dalla chiave pop al realismo, dall’oggetto surrealista alla scrittura autobiografica, dal disegno espressionista alle varie tecniche in- cisorie. Il primo premio è andato a due artisti giovani – Lucia Bubilda Nanni e Matteo Marchesini – che hanno collaborato alla realizzazione di Tumulto, un arazzo a tecnica mista che espone il racconto di alcune delle fasi politiche più calde dell’Italia fino all’epoca contemporanea. Più intimo è invece il lavoro di Wuon-Gean Ho, un’artista sino-britannica che tramite una raffinata tecnica calcografica ibrida il corpo umano con elementi floreali e immagini di grande bellezza. Il terzo premio è andato al doloroso atlante di Raniero Bittante che indaga la decadenza fisica del corpo in immagini che oggettivizzano la forte drammaticità provocata. Seguono premi e segnalazioni che dovrebbero essere tantissimi data la grande qualità delle opere presentate: segnaliamo “Lungamente alla luna” di Maria Pina Bentivenga, uno dei rari libri-oggetto che non si possono toccare per via della loro delicatezza materiale: frutto di una ricerca antropologica e artistica sugli ex voto, le immagini di grande effetto estetico ricostruiscono una storia sociale evocandone anche la relativa dimensione ambientale. L’illustratore inglese William Davey presenta per questa occasione uno sketch a pochi colori espressivi di un interno di un pub, individuato con grande ironia, mentre Stefano Ricci e Michelangelo Setola, un fumettista e un illustratore di fama ormai internazionale, giocano fra parole e immagini evocando un universo emozionale. Scavalcano ampiamente le fattezze abituali del libro le opere di Giuseppe Tolo – un enorme coda di capidoglio creata tra-
mite le pagine a stampa di Moby Dick di Melville – e di Antonio Barbadoro, che in Mare nostrum si ispira all’immagine ormai famosa della barca stipata di migranti.
Identica finalità raggiungono il Don Chisciotte multimediale creato da Alessandro Barisani e Mario Mazzotti, un’opera dalla forte dimensione ludica, così come le Memorie di un borseggiatore di Massimo Voghera e il Cavalluccio di Maria Pia Gambino. Più legato all’illustrazione e al divertissement letterario è il libro illustrato di Bicio Fabbri mentre le belle opere di Paul Dewis, Paola Sapori, Fabio Pera e Alessio Caruso rimangono più aderenti ai generi dell’illustrazione, del fumetto e dell’arte incisoria.

Rabelais Frame

Le rammonneur d’astrologie di Gianni Zauli

La seconda mostra ospitata nelle stanze del Palazzo è ormai storica, in quanto presenta per la prima volta a Ravenna un’edizione particolare organizzata da Vaca. nel 2003 per celebrare in Francia i 500 anni dalla morte di François Rabelais, il grande scrittore del ‘500 che creò i personaggi di Gargantua e Pantagruèle. Ispirata ad alcune pagine in cui lo scrittore si prendeva gioco del sapere accademico, inventando di sana pianta una bibliografia irriverente e fantastica, la mostra è nata dalla realizzazione di libri-oggetto che si
ispirano ai titoli inventati dal grande letterato. A ogni artista è stato commissionata la realizzazione piena mente libera di uno dei titoli che hanno in pratica dato
sostanza all’immaginato. Ogni libro-oggetto è stupendo: da Le rammonneur d’astrologie di Gianni Zauli al Fichino delle donzelle di Ada Failoni, dal Decreto dell’Università di Parigi contro il lusso degli abiti delle donne di piacere di Paola Sapori alla Maniera di invocare i diavoli di Massimo Voghera, fino al preziosissimo Trattato sulle Chimere creato da Mauro Monaldini, la mostra è veramente il proseguimento dell’universo fantastico di Rabelais, magistralmente interpretato da i devoti eredi della nostra epoca.
Libri mai mai visti e La biblioteca immagina-ria di Rabelais; fino al 19 gennaio; Ravenna, Palazzo Rasponi delle Teste, Piazza Kennedy 14; orari: Ma-Vv 15-18, Sa-Do e festivi 11-18; chiuso il 25/12 e 1/1/2019 (ingresso libero).

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