La bellezza della foresta sacra nei segni raccolti da Giorgia Severi

Inaugurata a Faenza la mostra dell’artista che infonde nelle sue opere l’intensita naturale, simbolica e spirituale dell’universo arboreo

Sacred Forest Giorgia Severi

L’artista Giorgia Severi nella foresta di Camaldoli

Si è inaugurata a Faenza, negli spazi espositivi della chiesa di Santa Maria dell’Angelo la mostra “Sacred Forest”, personale delle opere dell’artista Giorgia Severi.  La rassegna, promossa dal Mueseo Diocesano e curata da Giovanni Gardini, resterà aperta fino all’8 gennaio 2023 il giovedì e venerdì dalle 16 alle 18.30 e il sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30.

«La foresta di Camaldoli suscita emozioni profonde. Basta addentrarsi al suo interno per avvertirne immediatamente il fascino e il silenzio altissimo – scrive il curatore Giovanni Gardini nel testo critico della mostra –. La sua storia si intreccia indissolubilmente con quella dei monaci camaldolesi, in un rapporto di reciproca e amorevole custodia, ed ancora oggi Eremo, Monastero e foresta partecipano di un unico grande respiro.
[…] Anche Giorgia Severi ha accolto l’invito della foresta, scegliendola quale luogo privilegiato per il suo lavoro artistico. Facendo della foresta di Camaldoli il suo studio, vi ha passato le ore e i giorni, è entrata in dialogo con essa, con il desiderio e la precisa volontà di restituirne l’essenza più profonda, le linee più essenziali. E, verrebbe da dire, non poteva non essere altrimenti. Da anni, infatti, la ricerca artistica della Severi – un fare arte profondamente aderente alla realtà, al tempo presente e alle sfide che esso costantemente impone – è incentrata sull’indagare il fecondo e al tempo stesso difficile rapporto uomo/natura, puntando l’attenzione sui cambiamenti climatici in corso e sulla fragilità dei paesaggi naturali e antropici.  Attraverso il calco, il frottage o la fotografia, invita a non abbassare la guardia e ad agire responsabilmente nei confronti dell’ambiente. Un lavoro, il suo, che ha il sapore e la lucidità anche della denuncia rispetto alla “sfida urgente – secondo le parole di Papa Francesco – di proteggere la nostra casa comune”.
[…] Lo sguardo della Severi, dunque, ha guardato la foresta di Camaldoli e il territorio circostante attraverso questi sette alberi/virtù – il cedro, l’acacia, il mirto, l’ulivo, l’abete, l’olmo, il bosso – cercando di sintetizzarne la forma, nel tentativo di restituirne l’essenza più profonda. Da questa precisa volontà di sintesi, di sapiente semplificazione “a togliere si intensifica”, per usare le parole dell’artista – è nato un lavoro tanto profondo quanto raffinato. Spirituale.
[…] Cinque grandi tele che portano il nome del progetto stesso, “Sacred Forest 2022”, sono abbinate a due sculture in ceramica dalle forti tinte. Una luce led ne interrompe la sequenza orizzontale creando un’interferenza e rimane lì, immobile, come citazione dei raggi di luce che penetrano tra i rami e colpiscono il sottobosco […].

 

 

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