Sono oltre 22mila i visitatori registrati in tre mesi al Mar, il Museo d’arte della città di Ravenna, per la mostra “Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera” (qui la recensione di Serena Simoni), che ha chiuso i battenti domenica, principale esposizione della nona Biennale di mosaico contemporaneo. Un ottimo risultato per il museo, soprattutto se paragonata alla mostra di Burri della precedente biennale, che registrò oltre 5mila visitatori in meno. Per trovare un risultato migliore bisogna tornare all’edizione 2019 pre pandemia, con la mostra di Chuck Close e Riccardo Zangelmi che chiuse con 26mila visitatori.
«Siamo molto felici – è il commento dell’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – per il consolidamento e la crescita della Biennale, in termini di visitatori, ma anche in termini di quantità e qualità dei progetti proposti, con collaborazioni con artisti internazionali e la partecipazione di realtà anche fuori Ravenna. Siamo soddisfatti che anche la città risponda in maniera sempre più forte, così come le strutture ricettive (quest’anno tra le novità c’era proprio una mostra diffusa nelle hall…, ndr) che stanno cogliendo anche le ricadute turistiche dell’evento».
Da segnalare anche i quasi 8mila visitatori fatti registrare dalle mostre di Palazzo Rasponi (in questo caso a ingresso gratuito).
Il Mar ora resterà chiuso al pubblico fino al 30 gennaio per consentire le operazioni di disallestimento della mostra di Chagall. Intanto, la mostra Jonathan VanDyke. Nell’Eternità del provvisorio è stata prorogata fino all’8 febbraio. E dal 31 gennaio prenderà vita la quarta edizione de Il MAR dei piccoli, dedicata a bambini e famiglie.



