Il “Pavimento” di Nicola Montalbini dovrà essere smantellato e portato via da Porta Adriana, come inizialmente previsto. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna (il cui parere è vincolante) ha infatti bocciato le proposte del Comune che – a furor di popolo – aveva presentato due progetti per mantenere, almeno provvisoriamente, il tappeto in mosaico dell’artista ravennate.
Si tratta di una delle opere più chiacchierate dell’ultima Biennale di Mosaico contemporaneo, apprezzata sia alla critica (qui la recensione della nostra Serena Simoni) che al pubblico, politica (pure di centrodestra) compresa. Tanto che appunto il Comune aveva presentato a metà dicembre un primo progetto in cui proponeva di mantenere stabilmente il Pavimento a Porta Adriana, garantendo comunque la reversibilità. Non avendo ricevuto risposta dalla Soprintendenza, l’Amministrazione – ci rivela l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – ha presentato un’ulteriore richiesta che prevedeva una proroga fino a metà giugno, in modo da poter mostrare l’opera d’arte anche in alta stagione turistica. Anche questa richiesta è stata però rispedita al mittente dalla Soprintendenza, che ora intima di smantellare il “tappeto” e ripulire l’area entro domenica 25 gennaio, una settimana dopo la data di chiusura effettivamente prevista (la Biennale è terminata il 18 gennaio, con ottimi risultati in termini di visitatori).
«La nostra intenzione – spiega ora Sbaraglia – resta quella di valorizzare e mantenere fruibile il Pavimento, non in un museo, ma in quanto opera d’arte pubblica in un altro luogo del centro storico, che vogliamo individuare insieme all’artista e naturalmente alla Soprintendenza».



