giovedì
22 Gennaio 2026
Il titolo

Ravenna si candida a capitale italiana del mare, in palio un milione di euro

Prima edizione dell'iniziativa che valorizza la cultura marittima italiana. Il dossier di candidatura sfrutta eventi e progetti già in programma

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Ravenna si candida a diventare capitale italiana del mare 2026. Si tratta di un riconoscimento appena istituito dal dipartimento per le Politiche del Mare del governo Meloni. Il titolo, riservato ai circa 645 comuni costieri, da adesso verrà assegnato ogni anno: al vincitore andrà un milione di euro per la realizzazione di progetti e attività dedicate alla valorizzazione della cultura marittima italiana. Il bando per il 2026 si è aperto lo scorso dicembre e si è chiuso il 20 gennaio. L’1 febbraio l’annuncio del vincitore. Al momento non è noto quante candidature siano state presentate.

Nonostante il breve tempo a disposizione per elaborare la candidatura – come sottolineato in occasione di una conferenza stampa in data odierna, 22 gennaio – il Comune di Ravenna ha voluto comunque cogliere l’opportunità, potendo contare su un 2026 in cui erano già previsti eventi in ambito marittimo, tra cui Deportibus (evento nazionale previsto a maggio), i campionati di vela e le iniziative legate ai 1500 anni dalla morte di Teodorico che coinvolgeranno il reperto archeologico noto come “la nave di Tedorico”.

Si tratta quindi di una candidatura a costo zero per Ravenna: non sono stati affidati incarichi aggiuntivi e i 71 eventi elencati nel dossier (al momento non disponibile al pubblico) hanno sì un valore di investimento quantificato in circa 8 milioni di euro, ma si tratta di iniziative che si sarebbero comunque svolte anche senza la candidatura.

L’unica novità concreta, in caso Ravenna ottenga il titolo sarà l’istituzione di un premio nazionale legato alla figura della donna e il mare, di cui al momento non sono stati forniti maggiori dettagli. Il milione di finanziamento dallo Stato verrà impiegato anche per rafforzare eventi già in programma e per lo sviluppo della cosiddetta blue economy, il settore dell’economia legato al mare. Secondo dati forniti dalla Camera di Commercio, in provincia di Ravenna vale 936,4 milioni di euro, conta 15.944 occupati e 2.549 imprese

Il progetto della candidatura ravennate si basa su tre filoni fondamentali: cittadinanza blu e civiltà del mare; per vivere e far vivere il mare e un impulso alla crescita blu dell’Italia. L’obiettivo comune è aumentare la conoscenza e consapevolezza riguardo alla cultura italiana del mare, potenziare e comunicare il sistema infrastrutturale e digitale per la blue economy di Ravenna, rafforzare la coesione interna del sistema mare di Ravenna e promuovere Ravenna quale eccellenza del mare Made in Italy. 

A coordinare l’intenso lavoro di raccordo e di messa in rete dei materiali è stata Emanuela Medeghiniresponsabile dell’unità operativa Politiche Europee del Comune di Ravenna. «Lavorare a questa candidatura – sottolinea Medeghini – è stato entusiasmante: i contributi tempestivi e di qualità apportati dai nostri partner e dalle diverse strutture comunali, e la tenacia del team di candidatura, hanno dimostrato che siamo una squadra, capace e proattiva».

Roberto Cantagalli, dirigente comunale di Cultura e Turismo, ha messo l’accento su come il lavoro svolto in questi mesi abbia posto le basi per l’attività futura. «Tutti gli attori del sistema portuale e la rete dei soggetti pubblici e privati attraverso i quali si sviluppa la relazione fra la città e il mare, hanno definito obiettivi comuni e hanno delineato un sistema partecipativo destinato a durare nel tempo. Attraverso la candidatura non vogliamo dimostrare di essere i migliori, ma vogliamo rafforzare le condizioni per continuare a migliorarci».

«Siamo consapevoli – spiega il sindaco Alessandro Barattoni – che l’Italia conta 8 mila chilometri di costa e quindi sono molti i pretendenti potenziali, ma ci sembrava fondamentale cogliere questa occasione per creare una maggiore e trasversale connessione tra chi opera in questo settore. Ravenna, città dalla storia millenaria, è proiettata al futuro anche grazie ad un porto di rilievo internazionale e ha di fronte a sé diverse sfide, a partire dalla rigenerazione urbana di aree (in particolare legate alla zona della Darsena) e con l’ultimazione del nuovo Terminal Crociere Home Port, a Porto Corsini. A Ravenna siamo infatti abituati a mettere insieme competenze diverse che spaziano da una forte tradizione storico-artistica ad esperienze legate ad un mare che, ancora oggi, continua a proiettare l’immagine della nostra città nel mondo». Infine – aggiunge il sindaco senza creare false speranze – «i tre motivi per cui scegliere Ravenna: abbiamo un piano, siamo capaci e affidabili, siamo pronti».

Come primo atto concreto della candidatura si registra la nascita di un “Tavolo del mare”  a cui hanno preso parte i tanti soggetti che vivono e animano il territorio, tra cui Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale “Nullo Baldini”; CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta progetto.

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