venerdì
23 Gennaio 2026
Arte pubblica

Il Pavimento di Montalbini saluta Porta Adriana, ma sarà ricollocato in centro città

Sabato 24 gennaio alle 18 il saluto all'opera realizzata per la Biennale del mosaico. La soprintendenza non ha concesso la permaneza definitiva

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Il Comune di Ravenna conferma la rimozione del mosaico “Il Pavimento” realizzato a Porta Adriana da Nicola Montalbini in occasione della Biennale del mosaico e invita i cittadini sabato 24 gennaio alle 18 a salutare l’opera alla vigilia dei lavori di smontaggio. Sarà un arrivederci: il tappeto di tessere verrà ricollocato in un altro spazio in centro città. La nuova sede è già stata individuata, ma verrà annunciata solo dopo la verifica di una serie di condizioni, tra cui questioni tecniche di installazione e il parere della Soprintendenza per i beni culturali. Di certo resterà un’opera pubblica e fruibile e calpestabile, come è stato nei due mesi a Porta Adriana.

Nei piani del Comune c’era l’intenzione che l’opera fosse definitiva sin dal principio, ma la Sopritendenza ha concesso solo il permesso temporaneo limitato alla durata della Biennale. È così “Il Pavimento” è nato con due particolarità: costruito ad hoc per Porta Adriana e temporaneo. Oltre ogni previsione, il mosaico ha suscitato sin da subito l’entusiasmo dei cittadini ravennati, tanto da portare il Comune a richiedere alla Soprintendenza di rivedere la decisione sulla permanenza definitiva o una proroga fino a metà giugno. Entrambe le richieste sono state bocciate. L’assessore comunale alla Cultura e al Mosaico, Fabio Sbaraglia, in occasione di una conferenza stampa in data odierna, 23 gennaio, ha definito legittimo il parere espresso dall’istituzione competente in materia e il Comune non avvierà battaglie giudiziarie. Nei prossimi giorni, dunque, inizieranno di rimozione e stoccaggio in magazzino in attesa del futuro ricollocamento .

«Il Pavimento – ha sottolineato l’assessore – ha posto alla città la questione centrale di quanto delicato possa essere l’equilibrio tra tutela e valorizzazione del patrimonio storico, produzione artistica e culturale del presente e identità dello spazio pubblico. Lo scopo di questa installazione non è mai stato lo scontro istituzionale, ci interessa invece che questa riflessione non si esaurisca, che si allarghi e porti, se necessario, ad un pensiero nuovo. Per noi resta prioritario non fare di quest’opera il feticcio di una battaglia, ma la testimonianza di un movimento che ha ancora più bisogno di essere valorizzata».

«Gli straordinari numeri registrati dalla IX Biennale del mosaico Contemporaneo – ha illustrato il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – dimostrano l’efficacia della scelta di incentrarla sul concetto di luogo condiviso, che ci ha permesso di cogliere un’idea di bellezza e di senso nella frammentarietà. Le sue figure bizzarre e bellissime che ci guardano dal basso hanno affascinato chi si è trovato a passare da una delle porte di ingresso al centro, contribuendo ad accogliere, ma anche a veicolare l’immagine della nostra città».
Sempre il sindaco, durante la conferenza stampa di oggi, parla di un “arrivederci laico”. La volontà è quella di invitare i cittadini a Porta Adriana il 24 gennaio per creare un momento positivo di condivisione nella speranza di ritrovarci a breve in occasione della nuova collocazione dell’opera.  

«Un’opera temporanea rischia di subire un luogo, ma un’opera permanente ne fonda uno nuovo – ha riassunto l’artista, Nicola Montalbini -. Per questo, di fronte al parere legittimo della Soprintendenza, non posso che condividere e ringraziare l’Amministrazione per la scelta di continuare a far vivere Il Tappeto in un altro spazio». A Montalbini importa di più «la fondazione di un nuovo luogo accessibile a tutti e che consenta di entrare in relazione con “il Pavimento”, perché il mosaico è l’insieme di tante lingue vivissime».

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