mercoledì
25 Febbraio 2026
teatro

Veronica Pivetti a Russi con “L’inferiorità mentale della donna”

Uno spettacolo che vuole schernire le teorie pseudo-scientifiche di inzio novecento, offrendo spunti di riflessione contemporanei

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«Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto». Così esordiva Paul Julius Moebius, assistente nella sezione di neurologia di Lipsia, nel suo compendio del 1900. Secondo le sue teorie, le donne sarebbero dotate di crani più piccoli, di un peso cerebrale insufficiente e, soprattutto, di una totale mancanza di giudizio autonomo. Non solo: le donne che pretendono di pensare sarebbero moleste e la riflessione non farebbe che peggiorarle. Sono proprio le produzioni pseudo-scientifica di inizio Novecento a dare forma allo spettacolo L’inferiorità mentale della donna, liberamente ispirato all’omonimo trattato di Paul Julius Moebius e con Veronica Pivetti come protagonista.
Nei panni di una moderna Mary Shelley, Pivetti porterà lo spettacolo al Teatro Comunale di Russi venerdì 27 febbraio (ore 20.45), contrapponendo ai mantra del pensiero reazionario un’ironia graffiante e spunti di riflessione contemporanea. Lo spettacolo svela le teorie che per decenni hanno preteso di dimostrare l’inferiorità femminile. Lo spettacolo dà voce a quelle bizzarre convinzioni medico-scientifiche che hanno costruito il vero “mostro” della modernità: la donna. A queste affermazioni si affiancano le posizioni del medico e criminologo italiano Cesare Lombroso, che sosteneva come le donne mentissero e uccidessero più facilmente, trovando perfino nei proverbi popolari la conferma delle proprie tesi.
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