World of Plenty è una mostra di Itamar Gilboa, curata da Alessandra Laitempergher e allestita nella Project Room del Mic Faenza dal 1 marzo al 26 aprile. L’installazione, che sarà inaugurata sabato 28 febbraio alle 17 con una performance dell’artista, affronta il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo.
Utilizzando tecnologie neuroscientifiche all’avanguardia, Itamar Gilboa combina sculture in ceramica e video per indagare le dimensioni fisiche, neurologiche e sociali della fame. World of Plenty invita gli spettatori a confrontarsi con la devastante realtà della fame. Al centro dell’installazione ci sono 260 sculture in ceramica che rappresentano le cellule cerebrali, corrispondenti al numero di persone che muoiono di fame ogni 15 minuti.
«Ho avviato questo progetto nel 2020, quando la fame era già una delle sfide più urgenti a livello mondiale – afferma Itamar Gilboa – . Oggi la situazione è ancora più critica. In tutto il mondo, le comunità devono affrontare una catastrofica insicurezza alimentare, mentre l’obiettivo Zero Hunger delle Nazioni Unite di porre fine alla fame entro il 2030 si allontana sempre più. World of Plenty è un grido d’allarme, un rifiuto di accettare la fame come qualcosa di normale».
Da oltre 15 anni Itamar Gilboa è profondamente impegnato nelle questioni relative ai sistemi alimentari, alla responsabilità ambientale e alla disuguaglianza globale. La sua ricerca a lungo termine è iniziata con il Food Chain Project (FCP), un’indagine autobiografica sul consumo personale che si è evoluta in una riflessione critica sulla distribuzione alimentare globale, gli sprechi e la scarsità. Questo impegno costante nella ricerca sistemica lo ha portato a creare un’importante opera d’arte per la COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Glasgow, dove il suo lavoro ha contribuito al dibattito internazionale sul rapporto tra cambiamenti climatici e sprechi alimentari. Il progetto ha raggiunto milioni di persone in tutto il mondo e ha rafforzato il legame tra crisi ambientale e sistemi alimentari.
Il progetto è stato ideato e realizzato appositamente per il MIC Faenza. Le sculture in ceramica sono state create in collaborazione con Aida Bertozzi / Casa degli Artisti, garantendo il massimo livello di maestria artigianale. All’inaugurazione della mostra, Gilboa presenterà una performance dal vivo in dialogo con Part One, il primo capitolo del suo nuovo film, presentato in anteprima per l’occasione.
Orari di apertura: fino al 31 marzo da martedì a venerdì 10:00-14:00, sabato e domenica 10:00-18:00, dal 1 aprile al 31 ottobre dl martedì alla domenica 10:00-19:00 (chiuso il lunedì non festivo).



