giovedì
05 Marzo 2026
Libri

Dall’Agata e la saga di Leo Paletti a Marina Mortea: «Spero aiuti gli adolescenti a vivere in maniera più leggera»

In biblioteca a Piangipane letture e merenda con lo scrittore per conoscere curiosità sul mondo fantasy che in ottobre avrà il terzo capitolo

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L’universo fantasy ideato dallo scrittore ravennate Simone Dall’Agata sarà l’argomento del secondo appuntamento della rassegna “Tra pagine e biscotti”, l’iniziativa della biblioteca di Piangipane dedicata ai giovani lettori e alle loro famiglie che unisce la lettura a un momento conviviale. Il 6 marzo dalle 16.30 l’autore 41enne – art director, illustratore e sceneggiatore – accompagnerà il pubblico alla scoperta di “Leo Paletti e il Grimorio delle Ombre”, primo volume della saga animata da vampiri, maghi e streghe. Ci sarà modo di fare merenda in condivisione ascoltando curiosità, retroscena, segreti di scrittura e magari qualche anticipazione sul terzo capitolo della saga che uscirà nell’autunno 2026.

Leo Paletti è un adolescente di 12 anni che vive con i nonni e i tre si trasferiscono sulla costa nella località di Marina Mortea. I dubbi sulla nuova casa e sul passato della sua famiglia non fanno altro che infittirsi e, quando il ragazzo trova tre chiavi d’argento nella soffitta, inizia un’avventura tra i misteri della città insieme al suo nuovo gruppo di amici.

Dall’Agata, com’è nato Leo Paletti? 
«È un personaggio che mi porto dentro da molto tempo e che ha visto la luce nel 2020 quando sono tornato a vivere a Marina Romea, il mio paese di nascita. Ho iniziato a scrivere semplicemente per buttare giù i miei pensieri, però, a maggio 2023 c’è stata l’alluvione e il computer con cui stavo scrivendo è finito sott’acqua. In quel momento mi sono giurato che se fosse sopravvissuto l’avrei pubblicato e per fortuna è successo».

Perché ha scelto proprio il nome Leo Paletti?
«Non c’è un motivo preciso. Leo è un nome che mi è sempre piaciuto, Paletti perché cercavo un cognome che identificasse il personaggio ma senza spiegarlo troppo bene. Quello mi è sembrato un buon nome e tra l’altro mi hanno contattato molti Paletti da tutta Italia per chiedermi se avessero un futuro come cacciatori di vampiri».

Qual è il personaggio a cui è più affezionato?
«Per ogni personaggio mi sono ispirato ad amici, parenti, conoscenti o amici che purtroppo non ci sono più, quindi sono fortemente affezionato a tutti in ugual modo. Allo stesso tempo questo aspetto mi gioca contro, perché quando dovrei far accadere delle cose spiacevoli tendo a non farlo».

Perché ha scelto di rivolgersi ai ragazzi?
«Ho sempre avuto una naturale inclinazione a farlo. Scrivere per adulti è estremamente bello, ma per il tipo di fantasy che piace a me sarebbe un pò limitante. Per me, parlare con i ragazzi è un modo per guidarli, aiutarli nella crescita e a vivere i problemi adolescenziali in maniera leggera».

C’è stato un particolare momento in cui ha percepito l’impatto del suo lavoro sui giovani lettori?
«Durante una delle presentazioni del libro, una signora si è avvicinata per farmelo firmare e mi ha raccontato che si era appena trasferita a Ravenna con la sua famiglia. Suo figlio, un ragazzino introverso e timoroso di aprirsi ad un mondo nuovo, attraverso il mio racconto è riuscito a trovare nuovi amici. Quel giorno non ho potuto conoscerlo proprio perché era a giocare con i suoi compagni».

Di solito come reagiscono i ragazzi durante gli incontri?
«Ogni ragazzo è diverso. Alcuni sono più timidi rispetto ad altri e hanno paura di dire qualcosa di sbagliato, ma appena si sentono a loro agio nascono conversazioni molto interessanti. Alcuni li ho personalmente ringraziati perché mi hanno dato delle idee per proseguimenti di avventure future».

Quali sono gli aspetti che catturano maggiormente l’attenzione dei giovani lettori?
«Beh, una cosa che non avrei mai pensato sono le relazioni amorose. Ragazzi e ragazze di tutte le età sono molto interessati al rapporto che si crea tra i personaggi, soprattutto quelli tra i quali si respira aria di complicità».

I romanzi contengono messaggi per i giovani?
«Sì, cerco di inserire dei messaggi di coraggio che diventano parte integrante della storia. Nel secondo volume, per esempio, l’insegnamento è che per vivere veramente bisogna lanciarsi. Il mio protagonista fa tutto per errore: sbaglia, ne paga le conseguenze ma alla fine riesce a recuperare».

Ho letto che le piacerebbe adattare i romanzi sotto forma di videogioco o serie tv. Ci sono sviluppi riguardo a questo progetto?
«C’erano, ma purtroppo non dipende da me. La casa editrice ha deciso di investire aprendo una libreria a proprio marchio. L’adattamento del romanzo sotto forma di videogioco rimane comunque un progetto in campo e potrebbero esserci sviluppi, anche se non ho ancora informazioni precise a riguardo».

Un’ultima domanda: Leo Paletti avrà sempre la stessa età o lo vedremo crescere in altri romanzi? 
«Il terzo uscirà verso settembre/ottobre 2026, poi dovrebbero uscirne altri tre in modo da creare una doppia trilogia. I primi si concentrano sulla vita di Leo ragazzino, mentre gli ultimi vedranno il protagonista a 15/16 anni, un’età in cui inizia a vivere esperienze più adulte».

Simone Dall'agata

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