lunedì
09 Marzo 2026
Opera

“L’Italiana in Algeri” di Rossini va in scena all’Alighieri

Il caos e la disinvoltura dei personaggi caratterizzano la commedia che verrà presentata il 13 e il 15 marzo

Condividi

Il teatro Alighieri a Ravenna accoglie una nuova produzione de L‘Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, inserito nel programma della Stagione d’Opera e Danza. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 13 marzo alle 20 e domenica 15 alle 15.30 con la regia di Fabio Cherstich. Accanto a Reggio Emilia e Ravenna, la coproduzione include i teatri di Piacenza e Modena, la Fondazione Haydn di Trento e Bolzano e i Teatri di OperaLombardia.

«Con L’italiana in Algeri – spiega Cherstichun giovanissimo Gioachino Rossini già sperimentava quella “follia organizzata” che nelle sue partiture unisce ritmi vorticosi, brillantezza vocale e invenzione teatrale. L’ambientazione contemporanea cerca un terreno instabile su cui far precipitare l’azione: materiali da cantiere convivono con arredi domestici, sedie da ufficio diventano troni, carriole si trasformano in mezzi di trasporto. È uno spazio che i personaggi abitano con assoluta naturalezza, come se fosse sempre stato così. Ed è proprio lo scarto fra il caos e la disinvoltura dei personaggi a produrre la comicità».

Il ruolo di Isabella è affidato a Laura Verrecchia, Mustafà ed Elvira sono interpretati da Giorgio Caoduro e Gloria Tronel. Barbara Skora, Giuseppe De Luca e Ruzil Gatin sono rispettivamente Zulma, Haly e Lindoro; Vincenzo Taormina è Taddeo. Accanto all’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini diretta da Alessandro Cadario, c’è il Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia guidato da Martino Faggiani. Se Fabio Cherstich è alla regia, scene, costumi e luci sono firmati rispettivamente da Nicolas Bovey, Arthur Arbesser e Alessandro Pasqualini.

Giovedì 12 marzo, alle 18, il Salone Nobile di Palazzo Rasponi (Piazza Kennedy) accoglie il nuovo appuntamento di Prima dell’opera, il percorso di incontri dedicati ai titoli in cartellone. L’appuntamento a ingresso libero è a cura di Gregorio Moppi, critico musicale di Repubblica e docente di Storia della musica al Conservatorio di Parma.

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi