La capanna rustica, già parte del giardino romantico di Palazzo Milzetti da cui venne separata a seguito di una vendita di quasi ottant’anni fa, è tornata a far parte delle pertinenze dell’edificio. Il bene si prepara ora a essere integrato nel percorso del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, a Faenza.
L’acquisto, fortemente promosso dalla direzione del museo, è stato reso possibile grazie a una collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Demanio dello Stato, Fs Sistemi Urbani e Ferservizi (società del Gruppo Fs Italiane) e permette di realizzare un obiettivo perseguito da Palazzo Milzetti fin dall’acquisto della dimora neoclassica da parte dello Stato nel 1973.
«L’acquisizione al patrimonio dello Stato della capanna rustica nel complesso di Palazzo Milzetti – commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna – rappresenta un risultato di grande rilievo, perché consente di ricondurre alla piena disponibilità pubblica un elemento storico e paesaggistico del giardino romantico della dimora, restituendolo al percorso di fruizione del Museo nazionale dell’età neoclassica. Interventi come questo contribuiscono a rendere più leggibili i complessi monumentali e a rafforzarne l’accessibilità culturale, consentendo al pubblico di comprendere meglio la storia e la configurazione originaria degli spazi. Il buon esito dell’operazione dimostra come il dialogo tra enti e istituzioni possa produrre risultati concreti per la valorizzazione del patrimonio e per la sua piena fruizione da parte dei cittadini».
Grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura, Direzione Generale Musei, la capanna con relative pertinenze di ponticelli e giardino adiacenti, è infatti stata venduta da Fs Sistemi Urbani, con il supporto di Ferservizi, e acquisita al patrimonio dello Stato dal Demanio che ha provveduto il 26 febbraio scorso alla consegna ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, sede di Palazzo Milzetti.
«Come sempre la premessa a importanti operazioni come questa – commenta Costantino D’Orazio, direttore ad interim dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna -, è la disponibilità dei vari enti a collaborare e a individuare insieme obiettivi che abbiano come fine il bene della comunità intera. Quello che è avvenuto con questa acquisizione è proprio un caso virtuoso di questo tipo. Non possiamo pertanto che essere grati alle Società del Gruppo Fs, Fs Sistemi Urbani e Ferservizi e agli altri enti coinvolti come il Demanio e in particolare la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura per aver accolto e portato a compimento questa operazione che farà ancora più grande uno dei musei neoclassici più importanti d’Italia».
La consegna permette di fare partire una fase di studio, di analisi e di progettazione finalizzati al restauro sia della capanna che del giardino, per poter pervenire in tempi brevi ad una sua integrazione nel percorso di visita del museo, rendendolo così fruibile a tutti i visitatori. Con tale finalità verrà anche attivato un Art Bonus, coinvolgendo la comunità nel recupero di un bene raro che permetterà di rendere ancora più piacevole la visita al museo.
«Portare a compimento un desiderio che arriva così da lontano e che tanto appassiona sia la cittadinanza di Faenza che in generale tutti coloro che aspirano alla ricomposizione di realtà importanti del nostro patrimonio – dichiara Elena Rossoni, direttrice di Palazzo Milzetti – è veramente una grande emozione. Ora ci aspetta il compito di restaurarlo e di ricongiungerlo al più presto al giardino originario, un’impresa delicata e impegnativa, vista la natura veramente unica del bene, ma che permetterà di arricchire notevolmente il percorso di visita del museo. L’intervento si somma ai tanti lavori realizzati in questi ultimi due anni, con le riaperture e la rifunzionalizzazione di spazi già chiusi, gli adeguamenti impiantistici e tutto quanto fatto per portare il museo entro standard internazionali che siano a livello della sua qualità artistica, con l’intenzione di aumentarne la visibilità e il rapporto con i pubblici».
In attesa della stesura dei progetti e del conseguente affidamento dei lavori, dalla primavera la capanna sarà resa fruibile al pubblico con visite guidate programmate di cui verrà presto diffuso il calendario.



