martedì
10 Marzo 2026
la mostra

A Palazzo Rasponi trenta dipinti per esplorare il percorso artistico di Philippe Artias

Dissenso politico, rivoluzione, erotismo: fino al 3 maggio sarà possibile immergersi nell'immaginario del pittore francese che si confrontò con Matisse e Picasso

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«Ho sempre lottato affinché gli uomini vivano liberi e felici: ecco ciò che la mia pittura deve tradurre con intensità»: dal 21 marzo al 3 maggio Palazzo Rasponi dalle Teste ospita la mostra dedicata a Philippe Artias, artista francese morto nel 2002 a Numana, città marchigiana dove passò gli ultimi decenni della sua vita.

Come traspare dalla citazione riportata, la pittura di Artias nasce da un forte sentimento di libertà e da una profonda tensione. Nato a Feurs nel 1912, si avvicina alla pittura da autodidatta negli anni Trenta, intrattenendo una lunga corrispondenza con André Lhote. In seguito vive incontri determinanti con Henri Matisse e soprattutto con Pablo Picasso, che segneranno profondamente la sua visione artistica. Tra il 1948 e il 1953 si stabilisce a Vallauris, in Provenza, frequentando l’ambiente creativo che ruotava attorno a Picasso: un’esperienza che Artias definirà «la più grande lezione di pittura» della sua vita.

L’esposizione ravennate, a cura di Claudio Piersanti, Rita Rava e Paolo Trioschi, presenta circa trenta dipinti, offrendo un percorso che attraversa i principali nuclei tematici della sua ricerca. Dalle immagini legate al dissenso politico e alla memoria della Rivoluzione francese, fino alle opere dedicate alla sensualità e all’erotismo, il percorso espositivo restituisce la complessità di uno sguardo sempre attento alla condizione umana.

A completare la mostra, una produzione video inedita dedicata alla vita e all’opera di Artias, realizzata con la partecipazione della consorte Lydia, che accompagna il pubblico alla scoperta dell’universo creativo dell’artista.

Negli anni, Artias sperimenta anche la pittura su ceramica, trasferendo su vasi, piatti e brocche la stessa intensità cromatica e gestuale delle sue tele. La sua produzione procede per cicli tematici, che riflettono una personale interpretazione della nuova figurazione, attraversata da una continua ricerca esistenziale. Paesaggi, nudi e nudi-paesaggio si alternano a cicli più complessi e ambiziosi, come la rilettura della Famiglia Reale di Francisco Goya, le opere dedicate alla Rivoluzione francese e gli studi sulla sensualità e sull’erotismo femminile sviluppati nel ciclo dei Geotemi. Il suo percorso artistico è segnato da riconoscimenti e esposizioni internazionali.

L’esposizione è organizzata dal Comune di Ravenna (Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo), dal MAR Museo d’Arte della città di Ravenna e dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

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